DRAMMI ECONOMICI

Debiti con Equitalia, la traduttrice della Procura costretta a prostituirsi

Confessione choc da parte di un'avvenente 40enne originaria della Romania a processo in provincia di Treviso

Redazione
Foto ANSA

Operazione della Polizia contro la prostituzione

Una storia drammatica che ha dell'incredibile quella ascoltata lo scorso 16 luglio dal giudice di Villorba dalla donna che risulta vittima di estorsione e lesioni ed ha raccontato: "Sono sposata e ho due figli, e per un lungo periodo ho avuto una mia attività. Davo lavoro anche a due persone. Facevo l'interprete e spesso lavoravo per la Procura, il Tribunale ma anche per Finanza e Polizia. Ho tradotto anche per alcuni avvocati e per alcune aziende. Poi le cose sono andate male e ho accumulato debiti per oltre 50mila euro con Equitalia". E ancora trattenendo a stento le lacrime: "Non me la sono sentita di confessare il fallimento a mio marito. E così ho iniziato a prostituirmi". 

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