Misano (Bergamo) come Gorino

Immigrati, prefetto minaccia di sequestrare le case. Il sindaco: "Pronti a bloccare le strade"

La prefettura paventa il rischio di requisire locali di privati se i Comuni non si piegheranno ai diktat dell'accoglienza. Daisy Pirovano: "Ci prendono in giro. Nel caso faremo di tutto per impedire i sequestri delle proprietà, anche chiudere le vie d'accesso al paese"

Marco Dozio
Immigrati, prefetto minaccia di sequestrare le case. il sindaco: "Pronti a bloccare le strade"

Foto da Facebook - Daisy Pirovano

Da una parte c’è l’arroganza dello Stato, dei prefetti che impongono con la forza la cosiddetta “accoglienza” dei richiedenti asilo. Minacciando e in qualche caso attuando requisizioni di strutture private, come già avvenuto per diversi alberghi. Dall’altra ci sono sindaci che difendono il proprio territorio e con esso il diritto alla proprietà privata, messa a repentaglio da italiche disorganizzazioni e sciatterie prefettizie.

Daisy Pirovano, primo cittadino di Misano Gera d’Adda (Bergamo) per la Lega Nord, è stata fin troppo esplicita, gentile ma determinata, nei confronti del prefetto di turno. Ha ribadito in più occasioni che non è disposta a ospitare presunti profughi in paese. E siccome c’è il rischio che il rappresentante di Minniti requisisca case sfitte, calpestando diritti elementari, Pirovano si dice pronta a chiudere le strade d’accesso a Misano. In stile Gorino. “Nelle riunioni con i sindaci, il prefetto ha minacciato nemmeno tanto velatamente di requisire le case sfitte. Ai miei concittadini dico di trovare un modo per occuparle velocemente. Sarebbe un affronto inaccettabile. Una violazione delle libertà fondamentali. I prefetti possono requisire locali solo in caso di conclamata emergenza, di situazione imprevedibile e improvvisa. Ma solo nel nostro Paese possiamo considerare come emergenziale o imprevedibile un fenomeno, quello degli sbarchi e dell’immigrazione massiva, che prosegue da anni con questi numeri”.

Il sindaco tornerà a dire no, e se necessario attuerà blocchi stradali: “Faremo tutto il possibile per impedire i sequestri delle case dei nostri concittadini, anche chiudere le strade. Solo ipotizzare di requisire una proprietà privata, un’abitazione o una struttura pagata con i sacrifici di persone e famiglie oneste, è assurdo. Siamo un piccolo Comune di 3mila abitanti, ma faremo il possibile per difenderci”.

Pirovano ha postato su Facebook l’ennesima richiesta d’incontro pervenuta dal prefetto di Bergamo Tiziana Costantino: “Per il mio quarto No consecutivo, visto che in prefettura la mia posizione pare non sia ancora ben chiara, per evitare di essere ripetitiva sto valutando di inviare un disegno”, ironizza il sindaco, spiegando come funziona il rituale degli incontri prefettizi: “È una presa in giro. I prefetti strutturano le riunioni in due parti. Nella prima ci chiedono quali sono le criticità dei nostri Comuni e noi le elenchiamo, parliamo di disoccupazione, degli italiani che non riescono ad accedere alle case comunali. Loro ci guardano e annuiscono. Dopodichè partono con la richiesta di ospitare i presunti profughi, che poi è il loro unico, vero obiettivo. Al di là delle posizioni politiche, c’è un problema di metodo lamentato anche dai sindaci di altri partiti. E poi Minniti viene a parlare di collaborazione tra istituzioni? Non scherziamo”.

Il centralismo dello Stato italiano produce storture di questo tipo, con i funzionari alle dipendenze del Ministero dell’Interno che ignorano le volontà delle singole comunità e degli amministratori eletti per rappresentarle. “Ritengo che i prefetti nel 2017 siano del tutto anacronistici. Hanno comportamenti inaccettabili. È successo più volte, anche in passato, che i sindaci si ritrovino gruppi di immigrati sistemati dal prefetto in strutture di cooperative o associazioni, senza nemmeno essere avvisati. Così non si può andare avanti”.

La lettera del prefetto inviata ai sindaci della zona, con la pantomima della "centralità del rapporto di collaborazione tra istituzioni"

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