E se lo dice anche lui...

Il consigliere della Merkel: "L'euro è un fallimento. La Germania esca dalla moneta unica"

Roland Berger, intervistato dal Corriere: "Ero scettico sulla moneta unica prima che fosse introdotta e i miei timori si sono dimostrati corretti". "Un progetto partito sulla base di presupposti sbagliati"

Redazione
Il consigliere della Merkel: "L'euro è un fallimento. La Germania esca dalla moneta unica"

Fino a poco tempo fa auspicare la fine dell’euro era velleità considerata “estremista” o “folle”. Poi sono arrivati premi Nobel e analisti economici col bollino di autorevolezza. E infine, paradosso dei paradossi, ecco che a caldeggiare la fine della moneta unica, intesa come la conosciamo, è nientedimeno che un consigliere di Angela Merkel, Roland Berger. Intervistato da Federico Fubini sul Corriere, il consulente della cancelliera sciorina opinioni cristalline, che non meno di un anno fa sarebbero state bollate come impresentabili e “populiste”. “Ero scettico sull’euro prima che fosse introdotto e purtroppo i miei timori si sono dimostrati corretti. È stato un fallimento. L’euro era partito sulla base di alcuni presupposti sbagliati. Si pensava che il tasso di cambio all’ingresso avrebbe garantito che la competitività dei diversi Paesi si sarebbe aggiustata. Inoltre le fondamenta del progetto erano costruite sul trattato di Maastricht, ma dall’introduzione dell’euro le sue regole sono state violate almeno 165 volte. E si pensava che ci sarebbe potuta essere una politica economica e di bilancio dell’area monetaria, che avrebbe portato a risultati coordinati. Il bilancio è che ora abbiamo Paesi con gradi di competitività molto diversi.”

Berger ritiene che lo smantellamento dell’euro debba cominciare dal vertice, per così dire, cioè dalla Germania: “La politica monetaria della Banca centrale europea è decisamente sbagliata per la Germania. Nel caso di un crollo dell’euro, la Germania pagherebbe la gran parte del debito. Dunque la Germania in una certa misura, anche per il suo surplus nei suoi conti con l’estero, è diventata una sorta di elemento di disturbo. E ora corre il rischio di perdere competitività essa stessa perché per noi il tasso di cambio dell’euro è troppo debole. La nostra economia dipende al 50% dall’export e perciò dalla nostra competitività globale”. Berger non ritiene però realistica, almeno nel breve e nel medio periodo, l’uscita della Germania dalla moneta unica: “La Germania non uscirà mai, o almeno non nei prossimi cinque anni, prima che venga un’altra crisi: non lo farà per ragioni politiche e storiche, e perché gran parte della nostra classe politica pensa ancora che la zona euro e l’Unione Europea siano la stessa cosa”.

Berger si sofferma anche sull’Italia e sulla sua economia a pezzi: “La produttività è un disastro”. E ancora: “I problemi principali per me sono l’infrastruttura burocratica, la giustizia che funziona male, e un governo che finora si è dimostrato incapace di fare riforme o di farle al momento giusto”.

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