Voto di scambio?

In Friuli il PD in calo di consensi regala le dentiere a pochi giorni dal voto

Strana coincidenza tra l'iniziativa della giunta di centro sinistra guidata dalla Serracchiani e i ballottaggi per le amministrative a Trieste e Pordenone

Redazione
In Friuli il Pd regala le dentiere a 2 giorni dal voto

La governatrice friulana e vice segretaria del Pd, Debora Serracchiani. Foto ANSA

Sembrerebbe avere tutte le caratteristiche di quello che viene solitamente definito "voto di scambio" la strana vicenda che vede come protagonista la giunta regionale "rossa" del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla vice segretaria del PD Debora Serracchiani. In evidente affanno per il disastro rimediato nel primo turno delle amministrative del 5 giugno scorso e alla disperata ricerca di consensi in vista dei ballottaggi di domenica la presidente, che è anche segretaria regionale del partito di Renzi, sembra aver trovato un modo poco ortodosso per cercare di correre ai ripari. Nella campagna elettorale ha fatto capolino, casualmente a pochi giorni dal voto decisivo nei comuni sopra i 15.000 abitanti, una delibera che dà il via al complesso programma "odontoiatria sociale", che prevede cure e protesi dentarie gratuite per gli under 14 e gli over 65, a seconda delle fasce di Isee. La misura, che se fosse stata adottata da una giunta di diverso colore politico si sarebbe meritata l'apertura di giornali e Tg, sembra arrivare casualmente nel momento giusto per tentare un recupero di consensi tra i delusi e intercettare il voto di protesta, con quale risultato concreto lo si vedrà solo domenica.

La Serracchiani, che dopo il primo turno è stata travolta dalle polemiche interne per la mancata riconferma della maggior parte delle amministrazioni di centro sinistra, sa bene che perdere le due maggiori città sarebbe un preoccupante campanello d'allarme in vista delle prossime regionali, per le quali si potrebbe in caso di débacle giocare la candidatura. I suoi avversari sentono vicina la riscossa, e non hanno mai smesso di pungolare la governatrice per il doppio incarico che la porta spesso a Roma e lontano dalla regione, ma adesso le critiche le piovono addosso anche dal suo stesso partito dopo che il 5 giugno a Trieste il candidato di centrodestra ha dato 11 punti di distacco al sindaco uscente del PD Roberto Cosolini così come a Pordenone, dove il leghista Alessandro Ciriani ha distaccato della medesima cifra in candidato renziano. "Non è andata come ci aspettavamo", commenta il triestino capogruppo alla Camera Ettore Rosato: l'accusa alla segretaria e presidente è quella è di aver e sottovalutato la forza degli avversari. Tira già aria pesante da resa dei conti e nel partito c'è chi invoca quanto meno una "presa d'atto" da parte della Serracchiani, numero due di Renzi, in caso di una performance negativa del centrosinistra.

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