"La cittadinanza è un punto di arrivo"

Il professor Blangiardo: "Lo ius soli? Dannoso prima di tutto perché inutile"

Il cattedratico, ordinario per la facoltà di Statistica all'Università degli Studi di Milano, intravede "una leva per far diventare italiani pure i genitori"

Pierluigi Pellegrin
Il professor Blangiardo: "Lo ius soli? Dannoso prima di tutto perché inutile"

il professor Gian Carlo Blangiardo

Lo ius soli nocivo come lo sono le cose inutili, questa, in sintesi la conclusione del professor Gian Carlo Blangiardo, ordinario per la facoltà di Statistica all'Università degli Studi di Milano. "L'Italia è prima in Europa per numero di cittadinanze concesse - spiega Blangiardo - secondi solo alla Francia per quanto riguarda le concessioni ai minori. Questo significa che l'impianto legislativo funziona e l'idea di modificare qualcosa che funziona mi sembra quanto meno singolare". Nel dibattito viene spesso inserito anche l'elemento "strappalacrime", ovvero i poveri bambini stranieri deprivati della cittadinanza. Ma non è assolutamente vero, nonostante la tesi venga sostenuta da importanti quotidiani italiani.

"Le leggi vigenti - chiarisce il professore - permettono l'acquisizione automatica della cittadinanza italiana ai figli minori di coloro che diventano italiani. Nel 2016 ci sono stati 70.000 minorenni diventati italiani senza attendere il compimento del diciottesimo anno di età. Quindi il problema non si pone". Nuovi cittadini italiani: 200mila l'anno oggi, altri 800mila con l'approvazione dello ius soli. Basta così? "Con questa nuova legge rischiamo - commenta Blangiardo - di trovarci alle prese con situazioni controverse, ovvero italiano il bambino, ma stranieri i genitori. Ciò potrebbe rappresentare una leva per far diventare italiani pure i genitori (anche se al momento la legge non lo prevede). O davvero qualcuno pensa che al bambino di sei, otto, dieci anni importi di avere in tasca il passaporto italiano?".

"La cittadinanza è un punto di arrivo – prosegue il cattedratico - un processo che non può, naturalmente, essere immediato. L'integrazione si realizza attraverso altre strade, non con la cittadinanza immediata. In sostanza, questo provvedimento mi sembra una gran perdita di tempo da parte della nostra classe politica, che invece dovrebbe dedicarsi a problemi ben più urgenti e importanti per i cittadini". Gli italiani fanno meno figli, quindi gli immigrati sono necessari, ennesimo dogma smentito dalle statistiche, ma duro a morire.

"Il problema della natalità non si risolve attraverso gli immigrati - afferma Blangiardo - Semplicemente perché le coppie straniere, incontrando i medesimi problemi delle coppie italiane (forse anche di più), tendono a fare sempre meno figli. Pertanto chi indica nell'immigrazione la strada per risolvere il problema della natalità, in qualche modo lo fa per imbrogliare le carte".

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