"risorsa" pakistana scrive a mattarella

Brescia, massacrò due commercianti. Ora vuole la grazia

La leghista Ceruti: "Ha commesso un reato efferato, di violenza e crudeltà inaudite, senza mai pentirsi e chiedere scusa. Sconti la pena"

Redazione
Brescia, massacrò due commercianti. Ora vuole la grazia

Il pakistano Muhammad Adnan, 37 anni, ha chiesto la grazia al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: è stato condannato all'ergastolo per il duplice delitto di Francesco Seramondi e della moglie Giovanna, uccisi a colpi di fucile nella loro pizzeria d'asporto a Brescia l'11 agosto del 2015 perché considerati concorrenti scomodi da parte dello straniero che gestiva una pizzeria vicino a quella delle vittime. Secondo quanto riferisce il Giornale di Brescia Adnan attraverso il tribunale di sorveglianza di Padova, città nella quale è detenuto, ora ha presentato istanza per la quale è stato chiesto un parere ai parenti delle due vittime. "E' scandaloso. Non ha mai chiesto scusa e sono passati solamente cinque anni", ha commentato Marco, figlio dei due commercianti ammazzati a Brescia.

"Condivido il pensiero del figlio dei coniugi Seramondi, brutalmente uccisi nel 2015 da un pakistano che li riteneva concorrenti in affari, quando ritiene la richiesta di grazia scandalosa. Oggi infatti l'assassino chiede la grazia al presidente Mattarella. La grazia è un provvedimento di clemenza che viene riconosciuto ad un condannato al quale viene condonata la pena. Aspettarsi che Muhammad Adnan abbia la consapevolezza che uno strumento simile si fonda su principi meritevoli immagino sia escluso ma confido che il Presidente della Repubblica faccia serie riflessioni su tale richiesta e sul fatto che se è vero che ci sono strumenti previsti dal diritto penale a favore dei condannati è altresì vero che questi si fondano su determinate condizioni, che nel caso di specie non sussistono". Così il consigliere regionale leghista Francesca Ceruti, bresciana.

Che spiega: "Muhammad Adnan ha commesso un reato efferato, di violenza e crudeltà inaudite, senza mai pentirsi e chiedere scusa. Forse crede che dopo cinque anni ci siamo dimenticati cosa ha fatto. Non è così. Il percorso di riabilitazione per soggetti come lui sono molto molto lunghi. Ed è giusto che sconti la pena".

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