visto da un cattolico

Hotspot o spot hot?

Si diceva dal Viminale, poco tempo fa, di “troppi sbarchi di migranti in poche ore” ventilando degli hotspot in mezzo al mare; idea buona, condivisibile, ma che sembra già tramontata

Piero Mantero
Hotspot o spot hot?

Era evidentemente soltanto propagandistica, visto che in mezzo al mar ci stanno ancora i cammin che fumano. Fumano soprattutto nel vederli, perché a quanto pare le autostrade del mare sono intasate da barche, barconi e quant’altro, presumibilmente made in china, fabbricati a tempo di record per fornire nuovi arrivi sulle coste italiane di migranti in cerca di fortuna e forse non solo. Si tratta di un’organizzazione internazionale illegale che sforna scafisti prezzolati, ultima catena di una struttura ben oliata e, a quanto pare, poco o nulla contrastata.


Mentre tutto cala (benessere, sicurezza, opportunità per i giovani ecc...), due cose si moltiplicano drammaticamente coeve e forse, chissà, coese... gli atti terroristici e l’esodo non certo biblico di fuggitivi definiti profughi o clandestini a seconda dell’approccio politico-partitico. La verità è che lo tsunami migranti ha investito e travolto pubblici poteri, ambizioni di crescita europea, allargato gli scontri sociali a nuove etnie (che nei centri di accoglienza si danno sempre più spesso botte da orbi), aggiunto miseria a miseria, disordine pubblico a disordine pubblico. Roma e Milano, una, la capitale d’Italia, caput mundi una volta, l’altra, capitale economica e morale ridotte a bivacchi diurni e notturni (l’igiene pubblica cala ed il rischio epidemie si affaccia all’orizzonte), dinanzi allo scorrere della vita dei cittadini che si dovrebbero tappare la bocca, chiudere gli occhi e non sentire per il quieto vivere di chi amministra localmente e nazionalmente. Bello spettacolo non c’è dubbio.


Ciak, si gira il film sulla grande sporcizia o la bruttezza che si vuol occultare nel segno di un’accoglienza divenuta il più grande business del momento. Le mafie ringraziano! E certi appelli di alcuni esponenti di spicco della Chiesa sembrano agevolare l’impegno profuso da chi li vuol salvare per sfruttarli successivamente. Per salvarli veramente, per evitare scontri sociali o razziali (questi sì in crescita), per scongiurare l’arrivo di futuri sovvertitori o peggio, per evitare ancora migliaia di morti in mare c’è soltanto una soluzione: non farli partire! E non si risponda con le solite panzane perché quando si vuole si arriva anche a fare una guerra inutile come fu contro Saddam...

Di fronte ad un’immigrazione fuori controllo sempre più evidente, dinanzi alle proteste di cittadini esasperati, è necessario un piano militare che salvaguardi gli equilibri della nostra patria, se ancora si può definire così... Ma penso di sì, visto che le parate e le cerimonie non mancano in tal senso. Dunque, usiamo i mezzi a nostra disposizione per far tornare ordine e sicurezza sul nostro territorio!
Invece della parvenza di “tutto sotto controllo”, ostentata fino alla nausea da un governo incapace di gestire tale emergenza umanitaria, usata da qualcuno per altri fini, evidentemente, si faccia qualcosa e presto, prima che sia troppo tardi!


Papa Francesco ha pienamente ragione a stimolare la carità evangelica, tuttavia mi domando se si trovassero davanti alle porte dei Palazzi Vaticani file di disperati a chiedere l’elemosina cosa farebbe? Ogni giorno s’intende... Li farebbe entrare tutti? Li sfamerebbe? Consegnerebbe loro l’obolo di San Pietro?
Io ricordo un episodio che alcuni anni fa mi fece fare una pessima figura dinanzi ad un’amica straniera che dovevo accompagnare alla redazione de L’Osservatore Romano (ero a quel tempo amico sia del direttore che del parroco di sant’Anna), ebbene una solerte guardia svizzera notò che stavo seduto in auto con i pantaloncini corti … Era agosto ed a Roma si moriva dal caldo, ebbene la tanto decantata carità cristiana si trasformò in un rifiuto secco. Niente da fare. Non si poteva passare da Porta Sant’Anna per nessuna ragione, neppure sponsorizzati da una plurima santa amicizia. Mah, contraddizioni di una città-stato dentro uno stato, che anche quando predica bene, almeno a volte, non sempre sa fare il bene di tutti. La mia esperienza è sicuramente banale, probabilmente datata, ma oggi l’impressione è che molte cose siano ferme a mille anni addietro. E che certe morali rivolte a noi cattolici e cittadini non aiutino alla distensione tra i popoli, anzi.

L’integrazione forzata poi, non ha mai prodotto frutti buoni. E alimentarla non giova e non fa onore a chi pregando giorno e notte dovrebbe essere più saggio e testare le conseguenze del bene apparente. Facile pontificare, più difficile operare sul terreno impervio, tra gente che specula, con rifugiati politici che tali non sono, clandestini furbi e/o violenti, fuggiaschi da guerre inesistenti e quant’altro si verifica normalmente nel caso di un esodo non biblico a scopo di lucro (per pochi ovviamente). Il bene bisogna saperlo fare bene, mi spiegava un grande uomo di scienza e di chiesa...


Intanto, per tornare alla cruda realtà, gli hotspot super attrezzati non ci sono ancora, nonostante i richiami da Bruxelles. Ma ci possiamo consolare con tanti spot... molto hot, ossia tanto roventi da restare cenere su cenere. Il malessere cresce, basti vedere la sera in prima serata i servizi su Rete 4 alla trasmissione “Dalla vostra parte” per avere un’idea del nostro vissuto. In questo programma assistiamo in sintesi a tutto quello che accade in merito a determinati argomenti che a noi stanno a cuore. Vi è contrapposto al disagio reale vissuto sulla pelle dei cittadini il teatrino della politica di chi sta lavorando per risolvercelo, il disagio... Eppure ad ogni puntata il medesimo cresce a dismisura. I lavori in corso... appaiono perenni, proprio come sulla Salerno-Reggio Calabria.


Le preoccupazioni di milioni di italiani sembrano non contare nulla. Anzi, ci pigliano pure per scemi, almeno a sentire certe affermazioni di politici (sempre gli stessi a dire il vero) deputati a tenere a bada le piazze sempre più inferocite. Perché noi cittadini saremo pure troppo buoni, ma non così scemi e buonisti, come qualcuno pensa. Ed una cosa l’abbiamo compresa bene: siamo noi l’hotspot dell’Europa per controllare l’invasione migratoria, per ora pacifica. Fino a quando? Una delle persone uccise a Dacca, in Bangladesh viveva con la sua famiglia a pochi metri da dove io, in questo momento, sto scrivendo, nella cittadina di Tavagnacco.


Domani potrebbe toccare ad uno di noi... Siamo in guerra, come giustamente ha detto giorni fa papa Francesco: “L’Europa è in guerra...”. Una guerra diversa dal passato, ma sanguinosa, imprevedibile, vigliacca. Dunque, a maggior ragione, perché non proteggiamo le frontiere? Perché non difendiamo la nostra cultura calpestata da gente barbara, senza spirito, che usa un dio falso per uccidere senza pietà? Non siamo razzisti e neanche pirla. A chi piace scavarsi la fossa?

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