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Palermo, estorce denaro ad un connazionale: arrestato un marocchino

Nel 2013 era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, a seguito dell'operazione 'Agrion' che portò all'arresto dei responsabili di una violenta aggressione nei confronti di un commerciante che si era rifiutato di pagare il pizzo

Fabio Cantarella
Palermo, estorce denaro ad un connazionale: arrestato un marocchino

Con l'accusa di estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso, lesioni personali aggravate, per avere commesso il fatto in presenza di minori, e violenza privata la Polizia ha arrestato un marocchino di 32 anni. L'uomo, con precedenti per reati contro il patrimonio, era già stato coinvolto in indagini antimafia e aveva terminato di scontare nell'ottobre del 2016 la sorveglianza speciale. Adesso la nuova misura cautelare emessa dal gip di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Nel 2013 era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, a seguito dell'operazione 'Agrion'. Il blitz della Polizia portò all'arresto dei responsabili di una violenta aggressione nei confronti di un commerciante che si era rifiutato di pagare il pizzo a una famiglia mafiosa e che per questa ragione subì un vero e proprio raid punitivo all'interno del suo esercizio commerciale.


I fatti contestati al marocchino risalgono agli ultimi mesi dello scorso anno, quando l'uomo contattò un proprio parente, venditore ambulante di tappeti, e gli impose il pagamento di 3.500 euro, 'necessari' a installare uno stand espositivo nel mercato rionale ricadente nel territorio di influenza del mandamento mafioso Noce. Si presentò come emissario di presunti amici, facendo intendere che si trattasse di esponenti della criminalità organizzata.


La vittima, temendo per la propria incolumità, anticipò 500 euro
e chiese una rateizzazione per il saldo. A fronte dell'iniziale disponibilità mostrata, il marocchino, dopo pochi mesi, contattò la vittima intimandogli di saldare quanto dovuto. Per sfuggire alle ritorsioni il commerciante tornò per alcuni mesi nel proprio paese natale, ma al rientro a Palermo fu minacciato e picchiato e la sua auto fu danneggiata. Adesso per lui si sono spalancate le porte del carcere.

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