diritti negati

TTIP, peggio della dittatura

Pinocchio nel paese dei balocchi. Ogni giorno che passa è un pezzo di democrazia che se ne va

Urbano Secondo
TTIP, peggio della dittatura

Matteo Renzi con Carlo Calenda. Foto ANSA

Il nuovo Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a pochi istanti dall'insediamento si è già schierato a favore della sottrazione ai parlamenti nazionali del diritto di ratifica del testo finale del TTIP. Al termine del Consiglio Europeo del Commercio in cui si è discusso del TTIP, oltre che dell'accordo con il Canada (CETA) che, previa ratifica dei parlamenti nazionali entrerebbe in vigore quest'anno - lo riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor - il ministro ha dichiarato: "C’è stato tra noi ministri un grande confronto sulle competenze ed è logico chiedersi che cosa possa accadere se un paese non ratifica l’intesa con il Canada, se potrebbe essere applicato provvisoriamente in tutto o in parte: insomma c’è una grandissima incertezza che rende difficile alla Commissione negoziare".


Ai parlamenti nazionali spetta la ratifica del TTIP? La questione è se il CETA e il TTIP siano o no accordi “misti” e quindi se richiedano il voto favorevole dei parlamenti nazionali, oltre a quelli della Commissione Ue, del Consiglio dell’Ue, e del Parlamento europeo. In una risoluzione dell’8 luglio 2015, il Parlamento europeo ha sostenuto che "il TTIP dovrebbe essere un accordo misto che richiede la ratifica del Parlamento europeo e dei 28 Stati membri". Quindi questi accordi sono considerati di natura mista, "con conseguente necessità di sottoporre il testo al processo di ratifica presso i parlamenti di tutti gli Stati membri sulla base delle norme costituzionali vigenti in ognuno di essi".


Secondo Calenda è inutile negoziare se tutto resta appeso alle decisioni dei singoli parlamenti nazionali? Il ministro vuole indurre il Consiglio a negare questo diritto ai parlamenti dei Paesi dell’Unione europea. Evviva la democrazia! Evviva la libertà!
Pinicchio è ahinoi arcinoto. Vorremmo tanto capire se c'è un Mangiafuoco. Una certezza però ce l'abbiamo: non mancano mai i burattini.

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