SCHEGGE DVRACRVXIANE

Avete straperso le elezioni olandesi, rispettate i populisti che le hanno quasi vinte

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Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico.

Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic.

Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali.

Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

Avete straperso le elezioni olandesi, rispettate i populisti che le hanno quasi vinte

Voi che vi atteggiate ad “amici del popolo", ma condannate i populismi; voi che ritenete degni e proficui solo i vostri voti; voi che considerate l'amor di patria come il male assoluto: ebbene, visto lo storico flop dei laburisti olandesi alle recenti elezioni, anziché “tirare sospiri di sollievo”, rispettate piuttosto tutti quei cittadini liberi che hanno votato il secondo partito d'Olanda.

Il regime di terrore mediatico che avete instaurato non è servito ad evitare che Wilders, pur non ottenendo una maggioranza che gli consenta di governare, possa ora promuovere con maggior forza leggi a favore della propria nazione e dei propri connazionali. Siete talmente ossessionati dal fatto che la gente non ne possa più delle vostre ricette immigrazioniste, da festeggiare la mancata vittoria del Partito della Libertà "dimenticandovi" di considerare lo sfacelo dei Laburisti, letteralmente decimati dalla loro stessa cronica stitichezza nel produrre vantaggi a favore dei propri concittadini.

Definite "islamofobi" tutti coloro che vorrebbero evitare di finire dilaniati da camion lanciati sulla folla, di venire lapidati qualora la Sharia prendesse demograficamente piede in Europa, di veder diventare l’omosessualità di Alessandro Magno e Adriano un sacrilegio/reato, senza punto riflettere sulle conseguenze oramai conclamate del vostro adorato "multiculturalismo". E a proposito di omosessuali, voi che millantate credito elettorale presso il mondo gay, imparate dalla dignità di leader "xenofobi" come Pim Fortuyn e Jorg Haider (pace all'anima loro), che non hanno mai celato il proprio orientamento sessuale, senza però mai farsi beccare a fare porcherie pagate dai cittadini come tanti politici nostrani.

E sappiate che distorcere la realtà non vi servirà a molto: Geert Wilders è il politico olandese con più legislature consecutive alle spalle, è il leader del secondo partito nazionale ed è stato battuto dalla destra moderata solo vedendosi scippare ricette che sono comunque il sintomo di un Occidente che non è più disposto a dare il culo.
Siete penosi nell’attaccarvi ai suoi capelli colorati, anziché valorizzarne quell'estro estetico e quell’ironia tipici dell’Uomo di Destra che il vostro grigiore estetico e spirituale mai vi consentirà di saggiare; gli fate addirittura colpa di avere origini indonesiane, anziché considerare ciò come un valore aggiunto, dimostrando così il vostro inconfessabile razzismo e la vostra malafede nel valorizzare la dignità umana per ciò che è la persona e non per quel che rappresenta.

Ora vi aspettiamo al varco con le elezioni francesi e tedesche: e a proposito di Germania, il vostro “europeismo” globalista fa sì che l'inno nazionale trasmesso da RadioRai ad inizio e fine giornata sia eseguito dai Berliner Philharmoniker e non da un'orchestra italiana, nel paese di Verdi e Puccini. Bene, secondo voi che cosa ne pensano quei filarmonicisti italiani che sono rimasti a casa grazie al vostro disprezzo per l’italianità del lavoro?
Forza Marine, magnateli tutti!

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