Biella, cittadini inascoltati

Presunto profugo beccato a spacciare. Ma per il sindaco PD "non c'era nulla di anomalo"

A Occhieppo i residenti segnalavano movimenti sospetti chiedendo al primo cittadino di intervenire. Ma lui, esponente piddino di primo piano e presidente della provincia, minimizzava. Fino a quando un nigeriano richiedente asilo è stato denunciato per droga

Marco Dozio
Presunto profugo beccato a spacciare. Ma per il sindaco Pd "non c'era nulla di anomalo"

Foto ANSA d'archivio

I cittadini l’avevano capito, si erano lamentati, avevano lanciato l’allarme per tempo sugli strani movimenti attorno a Villa Ottino, struttura che a Occhieppo Superiore, piccolo paese del Biellese, ospita 35 presunti profughi. Parlavano di anomali passaggi di pacchetti, chiedevano un incontro urgente al sindaco segnalando un viavai sospetto con tanto di complici a fare da palo. Ma lui, Emanuele Ramella Pralungo primo cittadino del Pd e per inciso anche presidente della Provincia, sminuiva così: “Se non è mai emerso nulla di anomalo o illecito, un motivo ci sarà”.

Passano pochi giorni e i carabinieri sequestrano un quantitativo di droga denunciando per spaccio un nigeriano richiedente asilo. Così improvvisamente il sindaco Pd ingrana la retromarcia riscoprendosi legalitario, in disaccordo “con questo tipo di accoglienza” e pronto a chiedere la chiusura del centro. Voltafaccia ormai abbastanza diffuso a sinistra, dove all’inizio di fatto si agevola l’afflusso di immigrati, poi si screditano i partiti e soprattutto i cittadini preoccupati per la sicurezza e infine, quando le risorse non si dimostrano tali, ecco che arriva in scioltezza la svolta securitaria. Il caso Milano da questo punto di vista è emblematico.

Guido Dellarovere, ex sindaco di Occhieppo: “La struttura, di proprietà della congregazione di suore della Pia Unione Figlie di Carità, fino a pochi anni fa ospitava un pensionato per anziani. Poi è stata affidata dalle suore a una cooperativa rossa per ospitare i migranti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Io stesso ho visto passaggi di pacchetti di sigarette tra immigrati e minorenni del paese. Ho paura per mia figlia che ha 14 anni. Gli immigrati hanno persino monopolizzato il parco giochi attiguo. Il sindaco ha ignorato le segnalazioni dei cittadini, le ha derubricate a falsi allarmi, fino alla denuncia per droga che ha riguardato un nigeriano ospite. E per fortuna che non c’era nulla di anomalo”.

Giacomo Moscarola e Michele Mosca, esponenti della Lega biellese: “Il caso di Occhieppo è solo l’ultimo di una lunga serie. Non bastano le coop che si arricchiscono con questo business, non basta il giro di racket che si è generato con gli immigrati che fanno la questua fuori dai supermercati, ora abbiamo anche i presunti profughi che spacciano droga, con ogni probabilità acquistata con soldi nostri. Il comportamento del sindaco del Pd, che prima ignora le rimostranze dei cittadini e poi finge di invocare la chiusura del centro, è semplicemente inqualificabile”.

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