quel triste primato...

Femminicidio, in Italia uccisa una donna ogni due giorni

Italica vergogna: il gentil sesso ancora vittima di molestie, brutalità e violenze, persino estreme. E certa immigrazione non aiuta. Una vergogna nazionale

Redazione
Femminicidio, in Italia uccisa una donna ogni due giorni

Una donna tra i 16 e i 70 anni su tre, cioè 6.788.000 persone, in Italia, subisce abusi fisici o sessuali. Nel 2016 sono state uccise 145 donne (141 nel 2015) e 112 casi, cioè il 77%, sono avvenuti in ambito familiare: il 77% delle donne uccise è stato vittima del coniuge o del convivente. Tra il 2006 e il 2016 ci sono stati 1.740 casi di femminicidio: una media di 174 all'anno, uno ogni due giorni.
   
Ad illustrare i dati, elaborati a partire da materiale degli enti ufficiali, è stata la criminologa Monica Di Sante, vicepresidente di Ips - I professionisti della sicurezza. L'occasione è la manifestazione "Non farti calpestare! Il fiore sei tu" che, promossa dal Comune di Montesilvano, si è svolta stamani al Pala Dean Martin della città adriatica, con le partecipazione delle scuole superiori.

Nei primi sei mesi del 2018, ha spiegato la criminologa, sono state uccise 44 donne, il 30% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, dimostrazione che "nonostante l'introduzione del reato di stalking le cose sono peggiorate". Ogni 60 ore viene uccisa una donna. Nel 40% dei casi vengono usate armi da taglio, nel 13% armi da fuoco e nel 18% dei casi gli omicidi avvengono per strangolamento. Ogni 12 secondi, secondo le stime, una donna è vittima di violenza, ma solo in un caso su dieci ci si rivolge alle forze dell'ordine. Almeno il 25% delle donne - illustra Di Sante - è stato molestato online. Quasi 3,5 milioni le donne che hanno subito stalking nel corso della loro vita, cioè il 16,1% del totale: il 41% di esse dall'ex partner, il 59% da altre persone.

In meno di tre anni, tra il gennaio 2012 e l'ottobre 2014 la conseguenza di 319 donne uccise, 209 delle quali in ambito familiare, sono stati 417 orfani. Nell'86,4% dei casi il responsabile viene condannato. Tra i motivi principali per cui si tende a non denunciare violenze e abusi vi sono la convinzione di poter risolvere la situazione da sole e la vergogna.

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