Arrestata in una casa cantoniera

Badante rumena narcotizza e rapina l'anziano invalido che accudiva a Crotone

Si è impossessata dei pochi risparmi, 200 euro, e di monili d'oro che l'uomo e la moglie, anche lei costretta a letto da una malattia, tenevano in casa

Redazione
Badante rumena narcotizza e rapina l'anziano invalido che accudiva a Crotone

Persona anziana. Da express.co.uk

Si è conclusa in manette la fuga della trentacinquenne, Angela Alupoae, badante rumena, che nella mattinata di giovedì 13 ottobre, dopo aver narcotizzato e picchiato un anziano ultraottantenne invalido, abitante a Crotone con la moglie costretta a letto per gravi patologie degenerative, si era impossessata dei pochi risparmi, 200 euro, e di monili d'oro - compresi gli anelli del 50° anniversario di nozze, che la coppia teneva in casa, facendo perdere le proprie tracce. La donna, che è accusata di rapina e lesioni personali pluriaggravate, per la condizione di minorata difesa della coppia di anziani e dell'abuso della relazione domestica, è stata rinchiusa nel carcere femminile di Castrovillari. L'intero bottino è stata recuperato e restituito agli anziani. I Carabinieri da subito si erano messi alla ricerca della badante in tutta la Provincia di Crotone, catturandola in nottata in una casa cantoniera di campagna occupata da altri connazionali.

La badante era stata assunta solo da poche ore, si era offerta di accudire i due anziani ed aveva preso accordi in tale senso con il figlio della coppia, lo stesso che ha poi denunciato l'accaduto. Una volta ingaggiata e rimasta sola con le sue vittime, ha sbriciolato alcune pillole di sedativo per addormentare l'uomo e ha attuato una vera e propria razzia di monili, orologi e persino di un profumo. L'anziano, ferito alla testa, dopo essersi ripreso dall'effetto del medicinale, ha chiesto aiuto ai figli che lo hanno soccorso e portato in ospedale. Una volta raccolta la denuncia, i Carabinieri si sono messi sulle tracce della donna non senza qualche difficoltà. L'unico dato, infatti, era il numero del cellulare con il quale la sedicente badante si era proposta e che però è risultato intestato ad un anziano signore estraneo alla vicenda.

Le indagini sono comunque andate avanti e, si è pervenuto all'identificazione della trentacinquenne; è così emerso che la donna, alla quale i militari sono riusciti a dare un volto e un nome, avrebbe compiuto altre analoghe azioni criminali ai danni di anziani soli e malati anche in altri centri del crotonese. Successivamente, grazie ad uno stratagemma, un maresciallo donna ha contattato una connazionale della Alupoe fingendo di avere necessità dell'ausilio di una badante per propria la nonna anziana e malata. Si è riusciti così ad ottenere informazioni in grado di localizzare la casa cantoniera, occupata da un gruppo di connazionali, dove la donna si era rifugiata e dove probabilmente si apprestava a lasciare il crotonese. A seguito di una perquisizione è stata trovata tutta la refurtiva e anche alcune confezioni del farmaco utilizzato per narcotizzare l'anziana vittima.

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