quelle cantonate su euro e bruxelles

Quando Ciampi disse: "L'Ue è il futuro dei giovani"

Convinto europeista, da Presidente celebrò l'introduzione della moneta unica definendola "la realizzazione di un sogno" e in Campidoglio firmò il Trattato Europeo

Alfredo Lissoni
Ciampi

Sabato il quotidiano milanese Il Giorno titolava in prima pagina, ove spiccava una foto di Carlo Azerglio Ciampi, "italiano". In realtà sarebbe più preciso dire "europeo", visto che il presidente banchiere che transitò l'Italia dalla Prima alla Seconda Repubblica, negli anni bui di Tangentopoli, si spese con tutte le sue forze per l'ingresso del Paese nella Ue. Con le conseguenze nefaste che tutti conosciamo. Ministro del Tesoro durante i governi del Centrosinistra (1996-99), si dedicò anima e corpo a quelle manovre per entrare nei parametri di Maastricht e nella moneta unica: su tutte i tagli alla spesa pubblica e la privatizzazione delle Poste Italiane.


Ciampi e l’allora Premier Prodi si lasciarono convincere nell’accettare condizioni poco agevoli per l’Italia nelle trattative per l’euro con l’allora cancelliere Helmut Kohl, un passo indietro rispetto a quanto ottenuto in precedenza dal Ministro del Tesoro dell’ultimo governo di Giulio  Andreotti,  Guido Carli. Ed un bagno di sangue per i risparmi degli italiani.


Furono quelli gli anni bui del prelievo forzoso sui conti correnti di Amato, della riforma prodiana del lavoro che generò orde di precari e di disoccupati, del Pacchetto Treu; tutte iniziative che videro il Governo sottoporre a macelleria sociale lavoratori e contribuenti per adeguarsi alle direttive europee. 


Di lui, convinto europeista, che, da Presidente della Repubblica, nel 2001 celebrò l'introduzione dell'euro definendola "la realizzazione di un sogno" e che in Campidoglio firmò nel 2004 il Trattato Europeo, vogliamo ricordare a mo' di curriculum alcune delle sue più celebri prese di posizione pro-Ue.


"Il futuro del nostro Paese è nell'integrazione europea, le prospettive di impegno che vi si presentano sono ampie e stimolanti" (Incontro con i prefetti, 11 dicembre 2001)

"L'Unione europea non può fermarsi. È sempre più evidente che il presente assetto istituzionale non consente di trainare il convoglio europeo con la necessaria velocità e sicurezza di percorso: ne siamo danneggiati tutti" (Università di Leiden, 5 marzo 2003)


"L'Unione europea è un progetto politico, alto e nobile, non è riducibile ad una semplice zona di libero scambio" (discorso al Parlamento europeo, luglio 2005. Fu interrotto dai parlamentari leghisti Salvini, Borghezio e Speroni, che lo contestarono e che per questo furono espulsi dall'aula)


"L'Europa è l’unica via per dare un futuro alle giovani generazioni" (dall'intervista di Arrigo Levi su La Stampa, aprile 2011). Quanto si sbagliava...

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