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Terrorismo a Londra, ora i dem si inventano i "giovani inquieti"

Pescato fra i docks di Dover il terrorista di Parsons Green. L'identità resta coperta per ora dal riserbo, a denti stretti la stampa parla di un "profugo mediorientale

Redazione
Terrorismo a Londra, ora i dem si inventano i "giovani inquieti"

La stampa dem parla già di "adolescenti inquieti" (ma almeno l'han piantata con i "depressi") per indicare i giovani jihadisti e nascondere il fatto che, in barba a tante balle raccontate dai buonisti, costoro, nati o meno in Europa, accolti o allevati nella nostra società, non si vogliano integrare ed anzi ci disprezzino ferocemente. E questo vale anche per l'ultimo attentato jihadista, il cui responsabile, che non è un "giovane inquieto" ma semplicemente un criminale assassino, è stato infine beccato.


L'hanno pescato fra i docks del porto di Dover, a tiro di traghetto da quella Francia in cui - al di là della Manica - cani sciolti o meno sciolti dell'Isis hanno colpito negli ultimi tempi quanto e più che in Gran Bretagna. L'identità resta coperta per ora dal riserbo, a denti stretti la stampa parla di un "profugo mediorientale". Nella serata di sabato si è diffusa la notizia che il giovane era già stato arrestato e poi rilasciato, due settimane fa. Ha 18 anni, poco più che un ragazzo, ed è sospettato d'essere lui il terrorista che venerdì ha collocato un ordigno assemblato artigianalmente, ma in potenza micidiale, su un vagone della metropolitana di Londra. La punta di diamante, a dar credito alla rivendicazione del Califfato, di un "distaccamento di soldati di Allah" al quale il franchising jihadista attribuisce la paternità dell'attacco - fallito solo a metà - che ha risospinto la capitale del Regno nell'incubo.


I buonisti come sempre negano, e vivono ancora nell'illusione che per essere un membro dell'Isis occorra un addestramento militare in un campo per terroristi. Tutte frottole. Al Baghdadi ha capito benissimo che chiunque, ovunque, può diventare martire di Allah senza alcuna preparazione marziale: basta un camion, un coltello, una bomba artigianale come quelle che i kompagni costruivano negli anni di piombo, oggi ancor più facili da confezionare: le istruzioni sono in Internet. Unico requisito, "convertirsi" all'Isis, vale a dire all'idea (religiosa) del culto della morte: uccidere ed essere uccisi. Per far questo non ci vuole alcuna scuola o alcuna naja. Basta avere "fede". Questo è Isis, non combattenti alla G-Joe o alla James Bond, ma fanatici religiosi pronti a tutto. Non molto diversi dalle Brigate Rosse anni Settanta, apposta anche qualcuno, a casa nostra, guarda loro con una sorta di nostalgica quanto idiota simpatia. E si scarica la coscienza gettando le colpe sull'Occidente "coloniale e razzista", sull'America "capitalista", su Israele "che spara contro i bambini".

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