caso morcone, l'approfondimento

Il prefetto renziano: "Lavoro e stipendio per i profughi". Ed è bufera...

Nonostante nel Paese la disoccupazione generale sia oltre l'11% , con quella giovanile che arriva al 35%, il funzionario del Viminale pensa agli immigrati

Redazione
Il prefetto Morcone: "Lavoro e stipendio per i profughi". E per gli italiani invece no?

Alcuni profughi e il prefetto Morcone. Composizione da foto ANSA

"Coinvolgiamo nel lavoro i migranti che sono legittimamente sul nostro suolo: i rifugiati o chi ha già presentato la richiesta di asilo. Non possiamo più lasciare queste persone appese in attesa di un destino che cada dall'alto, ad abbrutirsi passando la giornata ad attendere il pranzo e la cena". Lo propone il capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, Mario Morcone, in un'intervista al Corriere della Sera. "Alcuni sindaci hanno già attivato progetti di volontariato che vedono i migranti protagonisti", osserva il prefetto. "È ora di fare un passo in avanti". E a quell'11% di italiani disoccupati, dato che la disoccupazione sale al 35% tra i giovani, chi ci pensa? Loro un lavoro e uno stipendio non se lo meritano?

Il lavoro per gli immigrati "non sarebbe obbligatorio. "Semmai", dice Morcone, "possiamo pensare a un meccanismo premiale. Chi mostra buona volontà e capacità di inserirsi nel nostro contesto sociale potrebbe ottenere un'attenzione diversa nell'accoglienza. C'è il permesso umanitario, che attualmente viene dato per motivi di vulnerabilità ai bambini e ai malati. Potremmo usarlo in questo senso. Dopo un anno la verifica servirebbe da incentivo a comportamenti virtuosi". Sulla ricompensa, "non penso a una paga con tariffe nazionali, ma a una retribuzione ridotta: la decurtazione servirebbe per recuperare i costi dell'accoglienza", spiega il prefetto. L'obiettivo è "dare loro un futuro e far sì che non siano solo un peso per la comunità. L'inclusione, poi, impedisce la radicalizzazione e giova alla sicurezza. Questa emergenza si può trasformare in un'occasione di sviluppo".


L'uscita di Morcone non è andata giù, fra i tanti, al parlamentare di Ap Alessandro Pagano, che ha dichiarato: "Questa proposta assurda e folle è l'ennesimo tentativo di destabilizzazione del nostro già fragile sistema di accoglienza. Forse il prefetto le spara grosse perchè ambisce a un posto in Parlamento dal PD, suo partito di riferimento? O forse si vuole fare l'ennesimo nuovo regalo alle cooperative rosse, legate proprio al PD, che hanno il monopolio del business sull'accoglienza dei migranti? Sia nell'uno o nell'altro caso si tratta di una dichiarazione gravissima, nei confronti della quale il potere esecutivo si mostra prono e incapace di dare una risposta forte e all'altezza del ruolo, sia sul piano culturale che identitario".


Furibondo anche l'avvocato leghista Pietro Foroni, consigliere regionale lombardo, che sul suo profilo Facebook ha scritto: "La proposta del Prefetto Morcone di far lavorare i "migranti" nei comuni dietro rimborso spese proprio non mi piace: 1) l'85% sono clandestini e quindi devono essere rispediti nei loro paesi; 2) la gestione immigrazione ci costa già 4 miliardi all'anno. Il lavoro vada ai nostri tantissimi disoccupati! Vergognatevi con queste proposte! I Prefetti sono proprio inutili".


Nel suo panegirico pro immigrati, Morcone arriva a denigrare quei sindaci che difendono i propri cittadini. Quanto alla tipologia di lavoro, "ci sono settori che hanno bisogno: l'agricoltura, le costruzioni, l'assistenza agli anziani". Per evitare sfruttamento e affari criminali "ci sono sanzioni penali. C'è un protocollo sulla legalità. Non pensiamo di trattarli come schiavi. Certo", rileva Morcone, "dove c'è il formaggio arrivano i topi. Bisogna tenere lontano affaristi e garantire trasparenza, ma non possiamo più essere prigionieri dei 'no' dei sindaci che mirano più alla caduta di Alfano o di Renzi che a risolvere la situazione". Signori, il problema dell'immigrazione è risolto! Almeno, fino alla prossima puntata...

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