LUNGIMIRANTE COME SEMPRE

Crisi, Salvini ha tutelato la coerenza della Lega e la voglia d'azione degli italiani

Chi oggi si stupisce di un possibile nuovo governo gialloverde, con la revisione di alcuni ministeri chiave, o è stato disattento o è in mala fede

Fabio Cantarella
Crisi, Salvini ha tutelato la coerenza della Lega e la voglia d'azione degli italiani

La Trenta mostra tutta l'incoerenza di una parte grillina

Matteo Salvini ha ragione e ha fatto bene a mettere in discussione il governo gialloverde. Non è possibile affrontare il tema dell'immigrazione con serietà e coerenza quando il tuo collega ministro della Difesa la pensa in modo diametralmente opposto al tuo. Andare avanti in queste condizioni avrebbe messo in discussione la credibilità e la coerenza dell'intera compagine di governo e a perderci sarebbe stata solo e soltanto la Lega ormai nei sondaggi giunta alla soglia del 40%, dopo il 34% delle recenti elezioni europee. Salvini, da buon leader, ha semplicemente tutelato i due punti di forza del partito che guida, coerenza e credibilità, valori che in appena un anno hanno permesso alla Lega di più che raddoppiare il consenso tra gli italiani.

Andare avanti in queste condizioni molto probabilmente avrebbe fatto perdere credibilità al Carroccio con perdita di voto d'opinione, con la conseguenza che il Movimento Cinque Stelle, in calo di consensi da un anno, giusto perché ritenuto incoerente dall'elettorato, avrebbe trascinato giù anche la Lega. E' vero che usciamo da un anno di buon governo, ma è anche vero che, in queste condizioni, fare di più non sarebbe stato possibile, con ministeri chiave in mano a figure poco coerenti, come la Difesa, l'Economia, le Infrastrutture e la stessa Giustizia. Poco coerenti anche con se stessi, perché non si può votare il decreto sicurezza bis e poi tacciarlo d'illegittimità sui social. Se sei al governo non puoi attaccare un atto dell'esecutivo neppure se eri assente, perché la disapprovazione di un atto governativo così importante, dovrebbe, sempre per coerenza, indurti a dimetterti. Il governo non è il Parlamento, non può avere posizioni antitetiche al suo interno, specie su atti chiave per la sicurezza e la credibilità della nazione.

I segnali d'incompatibilità da qualche mese c'erano tutti. E allora ha fatto bene Matteo Salvini a porre fine ad una esperienza che rischiava di trasformarsi da buon governo a parassitismo. Un governo fermo su tutto avrebbe dato l'idea del parassita che senza lavorare si gode il reddito di cittadinanza. E Salvini questo non poteva permetterlo, non doveva permetterlo, la Lega è idee, cuore e coraggio tramutate in azione. Questa è la vera e grande forza della Lega, un valore che nessun altro partito può vantare e che mese dopo mese ha avvicinato al Carroccio italiani che prima neppure se lo sognavano di votare Lega.

La via d'uscita? Salvini l'ha sempre indicata e chi oggi si stupisce di possibili dialoghi su un nuovo governo Lega-M5S, o è stato poco attento o è in mala fede. Sono mesi che Salvini dice che ci sono ministeri chiave in mano a figure non adatte alle sfide che ci attendono, a quell'Italia, che è maggioranza del paese, che si aspetta sì, soluzioni, azioni. E allora, cambiare le figure che guidano quei ministeri potrebbe essere la soluzione allo stallo governativo. Il resto è soltanto aria fritta tramutata in  notizia da passare a qualche poltronista da reddito di cittadinanza che in questa calda estate non ha come impiegare il suo tempo libero. Tanto tempo libero, visto che il lavoro e l'azione non sono il suo forte e al massimo esce di casa per andare al patronato che gli segue la pratica dell'assistenza statale. 

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