c'è un "ufo" là fuori. porta i mattoni della vita

C'è un intruso nel nostro sistema solare. Per gli scienziati è una cometa

Sembra il monolito nero di Odissea nello spazio. Secondo una recente ricerca sarebbe una cometa ricoperta di di molecole organiche

Alfredo Lissoni
C'è un intruso nel nostro sistema solare. Per gli scienziati è una cometa

L'intruso del sistema solare, Oumuamua, potrebbe essere una cometa interstellare rivestita di una corazza di molecole organiche che l'avrebbe protetta durante il suo lungo viaggio nella Via Lattea e durante il suo saluto al Sole. Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Astronomy, dal gruppo coordinato da Alan Fitzsimmons e Michele Bannister, della britannica Queen's University Belfast. Il rivestimento di materiale organico avvolgerebbe un nucleo di ghiaccio e si sarebbe formato dal bombardamento di raggi cosmici, nel corso di milioni o addirittura miliardi di anni. Individuato il 19 ottobre 2017 dal telescopio Pan-STARRS 1 nelle Hawaii, Oumuamua è molto singolare: è di colore grigio-rosso e somiglia, sia nelle dimensioni sia nella forma affusolata come un sigaro, al grattacielo Gherkin di Londra.

Il dubbio che fosse una cometa arrivata da un'altra stella, gli astronomi l'avevano avuto subito, ma poi le osservazioni successive alla scoperta avevano dimostrato che l'avvicinamento al Sole non aveva generato i getti di vapore tipici delle comete. Inoltre Oumuamua sembrava fatto di un materiale ricco di metalli, e persino di materia oscura, e così il misterioso corpo celeste era stato classificato come asteroide interstellare.


Adesso analizzando il modo in cui Oumuamua riflette la luce, è stato visto che il misterioso intruso è simile ai pianetini e alle comete fatte di ghiacci ricchi di carbonio ''la cui struttura - ha rilevato Fitzsimmons - è modificata dall'esposizione ai raggi cosmici''. Grazie a una simulazione, ha aggiunto, è stato anche dimostrato che, durante il passaggio ravvicinato al Sole, un mantello spesso mezzo metro di molecole organiche potrebbe proteggere dall'evaporazione un nucleo di ghiaccio. Oumuamua infatti si è avvicinato a 37 milioni di chilometri dal Sole senza subire danni.


Per Bannister, è affascinante il fatto che ''il primo oggetto interstellare scoperto assomigli a un corpo celeste del nostro Sistema Solare e questo suggerisce che il modo in cui è nata la nostra famiglia planetaria potrebbe essere simile al modo in cui si formano anche i sistemi planetari attorno alle altre stelle''.

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