ogm sì, ogm no: quel regalo alla Monsanto

MON 810, il mais della discordia vietato in Italia

Si tratta di una linea geneticamente modificata prodotta dalla multinazionale con la capacità di combattere la perdita di raccolto causata dagli insetti

Redazione
MON 810, il mais della discordia vietato in Italia

Il mais della "discordia", quello geneticamente modificato che in tutti questi anni ha sollevato un polverone di polemiche in Italia e non solo, è il MON 810. Si tratta di una linea di Zea mays geneticamente modificata prodotta dalla società Monsanto Company con la capacità di combattere la perdita di raccolto causata dagli insetti. Questa capacità dipende da un gene inserito nel suo Dna, che gli permette di produrre una proteina che danneggia gli insetti che cercano di nutrirsene. Il gene inserito, tratto dal Bacillus thuringiensis, produce la Delta-endotossina (o tossina Bt), che è sostanza innocua per l'uomo ma velenosa per gli insetti dell'ordine dei Lepidotteri, tra cui la Piralide del mais europea.


L'uso di MON 810 è stato approvato nell'Unione europea dal 1998. Da allora alcuni paesi hanno iniziato a coltivarlo, mentre altri ne hanno vietato la coltivazione (ma senza proibirne le importazioni), in una disposizione temporanea di emergenza nota come clausola di salvaguardia, a causa delle preoccupazioni legate ai possibili danni ambientali. In Italia la coltivazione di MON 810 è stata dichiara illegale il 12 luglio 2013, in seguito a un decreto firmato dai ministri delle Politiche agricole (Nunzia De Girolamo), dell'Ambiente (Andrea Orlando) e della Salute (Beatrice Lorenzin).


L'emanazione del decreto interministeriale ha spinto un agricoltore friulano, Giorgio Fidenato, sostenitore delle colture di mais geneticamente modificato, a intentare la via giudiziaria. Il 6 febbraio 2015, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, ribadendo la liceità del divieto italiano di qualsiasi coltivazione di piante e raccolti OGM. La vertenza è stata portata avanti alla Corte di giustizia europea, che, decidendo sul ricorso di Fidenato, il 13 settembre 2017 ha pronunciato una sentenza in cui viene censurato come ingiustificato il divieto di coltivazione del mais MON 810 sancito dal decreto interministeriale del 12 luglio 2013.


Oltre che nell'Unione europea, MON 810 è stato approvato per l'uso anche in Argentina, in Australia, in Brasile, in Canada, in Cina, in Colombia, in Giappone, in Corea del Nord, in Messico, nelle Filippine, nel Sud Africa, in Svizzera, nella Corea del Sud, in Taiwan, negli Stati Uniti d'America e in Uruguay.

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