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D&G e Armani spiazzano tutti: Melania è bella, e noi la vestiamo

Ad azzittire i buonisti della moda, schierati contro la First Lady, ci pensano i due stilisti italiani. "Il nostro lavoro è vestire le belle donne, non fare politica"

Redazione
D&G e Armani spiazzano tutti: Melania è bella, e noi la vestiamo

Foto da internet

Chi non vorrebbe vestire la First Lady degli Stati Uniti d’America? Sembra una domanda scontata, quasi insensata ma, invece, non è esattamente così. La questione, in effetti, non è così semplice. Trovare un designer disposto ad occuparsi del look della signora Trump sembrava, infatti, cosa piuttosto complessa. Almeno fino a qualche giorno fa.

La scarsa simpatia del mondo della moda per Melania ha radici lontane: quando, poco dopo l’elezione del marito a presidente degli Stati Uniti, la bionda slovena aveva dichiarato di voler essere "la First Lady più glamour dai tempi di Jackie Kennedy" in molti avevano storto il naso. Bella donna, la ex modella apparsa nelle copertine dei più importanti magazine del mondo, ma la spontanea eleganza di Jacqueline, quel suo disarmante sorridere in ogni foto o pubblica apparizione, quella naturalezza con cui seppe diventare un’icona per le donne di tutto il mondo, sono caratteristiche che nella signora Trump viene difficile, al momento, individuare.

Infatti, il primo a dire di non avere alcuna intenzione di vestire la signora Trump perché troppo lontana dal suo gusto estetico, e perché, a suo parere, la moglie del Presidente dovrebbe rappresentare la nazione e dunque non indossare abiti troppo costosi, come quelli della sua linea, fu Tom Ford. Da lì, la sfilata dei rifiuti illustri, da Humberto Leon, direttore creativo di Kenzo, alla stilista francese Sophie Theallet che, con il suo invito ai colleghi a boicottare la nuova First Lady, ha alzato l’asticella della polemica.

Tutti contro Melania, insomma, forse per il fatto che ha difeso un marito sessista senza batter ciglio, o forse perché accusata, anche non troppo giustamente, di copiare i discorsi dalla precedente adorata Michelle, per altro senza sapere raggiungere nemmeno un decimo della sua empatia.

Tutto questo fino a qualche giorno fa. Finché ad azzittire tutti i giudici della nuova politica dell'apparire più che del risolvere, sono intervenuti due pesi massimi, Dolce & Gabbana e Giorgio Armani. Ad aprire le danze è stato Stefano Gabbana, anima più social della coppia di designer siciliani. Poco dopo Capodanno, Stefano ha postato sul suo profilo Instagram la foto di Melania con indosso un tubino nero firmato D&G. Commento: "Grazie Melania Trump"#DGWoman.

E se l’apprezzamento di Gabbana riguardava una scelta fatta da Melania in totale autonomia, infatti, l’abito sfoggiato al gala di Palm Beach, la First Lady, se l’era comprato da sola, e c’è da pensare che non abbia problemi a fare lo stesso anche in futuro, ad alzare il tiro ci ha pensato "Re Giorgio". Subito dopo la sfilata della linea Emporio, infatti, Armani ha dichiarato di non avere alcun problema a vestire la Trump: "Di mestiere cerco di vestire le belle donne e Melania lo è, se mi chiedesse un vestito perché no?"

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