durante la partita con l'albania

Calcio: persino la Francia colonizzata

“Sostituzione etnica anche nel mondo del pallone”

Ismaele Rognoni
Calcio: persino la Francia colonizzata

Il 15 giugno 2016, durante la partita Francia – Albania degli Europei di calcio, la teoria della sostituzione etnica, tanto denunciata da Matteo Salvini, si è manifestata anche nello sport.

Nella formazione titolare francese era presente solamente UN giocatore con origini francesi, Olivier Giroud, tutti gli altri erano surrogati provenienti da altri stati. Nello specifico:

- Hugo Lloris, portiere, origini spagnole;
- Sagna Bacary, difensore, origini senegalesi;
- Rami Adil, difensore, origini marocchine;
- Koscielny Laurent, difensore, origini polacche;
- Evra Patrice, difensore, origini senegalesi;
- Kantè N’Golo, centrocampista, origini maliane;
- Matuidi Blaise, centrocampista, origini angolesi;
- Payet Dimitri, centrocampista, originario dell’Isola Riunione, vicino al Madagascar;
- Martial Anthony, attaccante, origini guadalupesi;
- Coman Kingsley, attaccante, origini guineane.

La Francia ha incominciato a subire l’invasione clandestina prima dell’Italia e questo è il risultato avanzato di un fenomeno che si sta radicando anche nel nostro paese. Persino la nazionale di calcio francese ha giocatori provenienti da ogni parte del globo che poco hanno a che fare con gli usi, i costumi, l’amore patriottico e l’essenza della nazionalità.

Il senso di appartenenza alla comunità francese viene messo da parte, con il preciso intento di toglierci la nostra identità storico-culturale, e l’islamizzazione del paese continua imperterrita.
Ne sono esempio le dichiarazioni di Franck Ribery (convertitosi all’islam) in cui ripudia la nazionale francese oppure gli scandali legati a Karim Benzema (origini algerine e fede islamica) come il sextape, l’indagine per traffico di droga e riciclaggio di denaro e le dichiarazioni ( “si è piegato alle pressioni di una parte razzista del paese”) contro l’allenatore francese Deschamps. Dichiarazioni a cui ha risposto anche Marion Le Pen: “Benzema? Se non è contento, vada a giocare con l’Algeria”.
Nessun rispetto e nessuna riconoscenza per il paese che gli ha donato fama e soldi.

Con l’inserimento di stranieri nelle nazionali si crea, inoltre, un enorme danno alle società sportive che investono sui nostri ragazzi, alla costruzione di un solido vivaio e ai sogni dei nostri giovani.
In questa Europa alla rovescia, succube delle direttive buoniste di Bruxelles e invasa da orde di centinaia di migliaia di immigrati, anche lo sport viene contaminato.

“Signori, la Francia, per diventare la Francia, ha speso sei secoli di Storia e di sangue, e sessanta Re. E ora dovrebbe contentarsi di ridiventare un pezzo d'Europa, e basta?” tuonava il generale francese De Gaulle.
Caro Charles, ora, la Francia non è più nemmeno un pezzo di Europa, ma è una colonia africana.

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