...e la chiamano democrazia!

Referendum costituzionale, NO in vantaggio: Renzi occupa militarmente le tv

I dati dei sondaggi preoccupano il premier, che ha dalla sua parte soltanto tre italiani su dieci, e lui risponde invadendo tutti i notiziari

Redazione
Referendum costituzionale, i "NO" sono in vantaggio e Renzi occupa militarmente le tv

Matteo Renzi a "Porta a Porta". Foto ANSA

Matteo Renzi è terrorizzato dai sondaggi sul referendum costituzionale di ottobre: secondo gli analisti, solo tre italiani su dieci sono favorevoli alla riforma, dalla cui approvazione dipende il futuro del governo. È stato lui stesso a ribadire più volte che "la riforma costituzionale è la madre di tutte le sfide", legando l'esito della consultazione alla propria permanenza a Palazzo Chigi. Gli ultimi sondaggi mostrano una progressiva diminuzione di coloro che approverebbero la riforma, il premier sente aria di sconfitta e i dati di Euromedia Research dicono che se ai ballottaggi verranno confermate le previsioni e il Pd perderà le grandi città, i numeri a favore del NO si rafforzeranno ulteriormente. Tra quelli che hanno dichiarato la loro scelta soltanto il 29 per cento è a favore del sì e si tratta per l'82,3 di elettori del Pd, il NO invece è già stato scelto dal 33 per cento dei cittadini decisi. Renzi continua a cercare senza successo di illudere gli elettori sull'impatto che la riforma avrebbe sul Paese: "I poteri del governo non cambiano - dice il premier -. Cambiano le regole del gioco". Già, solo che le rgole del gioco verrebbero cambiate da un governo che non è stato eletto da nessuno e con un consenso in continuo calo. Cosa fare dunque? Semplice: occupare militarmente la tv e i media con messaggi persuasivi sulla riforma.

L'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha reso noti i dati relativi ai tempi di parola, notizia ed antenna di tutti i soggetti politico istituzionali sull'argomento referendum costituzionale" nel periodo che va dal 20 aprile all'8 giugno nei programmi di informazione della Rai, ed ecco confermata la strategia renziana. I numeri evidenziano lo schieramento di truppe cammellate sul piccolo schermo a favore del sì, ben sette ore in 48 giorni. Renzi da solo ha occupato oltre un'ora e mezza comparendo nei vari notiziari per fare propaganda a favore del suo referendum. A questo tempo bisogna aggiungere quello della presenza in altri programmi Rai, almeno un'altra ora sempre per parlare esclusivamente del referendum. Non sazio, il governo ha messo in campo anche il ministro per le riforme Maria Elena Boschi: oltre mezz'ora nei tg e altrettanto in diversi programmi, mentre coloro che sono contrari al referendum di rado hanno superato i 3 minuti, con interventi che sono durati una manciata di secondi l'uno. Completano la schiera di soldatini a favore del sì i vari Guerini, Serracchiani, Alfano e Orfini; un'evidentissimo squilibrio a vantaggio del sì come certificano le palesi violazioni confermate dall'Agcom.

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