politici con le palle

Invasione di clandestini? Il premier bulgaro dice "niet"

Il Paese, che ha un'enclave musulmana, non vuole gli islamici radicali

Redazione
Invasione di clandestini? Il premier bulgaro dice "niet"

Niet, no. In russo. Invasione no grazie. E così in Bulgaria i clandestini sono diminuiti del 30%, alla faccia dei diktat dell'Ue; lo dimostrano i dati riportati dall’Agenzia statale dei rifugiati riferiti ai primi quattro mesi del 2016. Una ricerca di Bulgaria oggi mostra che ad oggi il numero delle persone che hanno cercato rifugio ammonta a soli 5.305, e di questi soltanto il 5% sono laureati. Il 61% degli immigrati in Bulgaria nel 2016 sono uomini e soltanto 198 persone hanno ottenuto lo status di rifugiati. Gli altri, fuori. Niente immigrazione selvaggia. Non c'è da stupirsene, del resto. Basta volerlo.


"La Bulgaria è a rischio immigrazione clandestina perché i territori di frontiera sono molto difficili da monitorare, specie d’inverno quando sono innevati; per questo motivo chiediamo all’Unione Europea maggiori fondi per controllare le frontiere e l’apertura di centri di accoglienza a sud del Mediterraneo". Non è stata l'Italia ad avere il coraggio di dirlo - figuriamoci - ma, l'anno scorso, il primo ministro bulgaro Boris Borisov (personaggio con le palle; l'altro ieri ha detto no alla presenza di navi NATO anti-Russia nel Mar Nero. E l'America ha dovuto ingioiare il boccone amaro). Determinato, mister Borisov, che aveva battuto i pugni sul tavolo ed aveva usato parole forti per esprimere la sua contrarietà agli inarrestabili flussi migratori che rischiavano di alterare l’equilibrio demografico del suo Paese. Detto e fatto. È bastato volerlo, dicevamo. Noi ci caliam le braghe ed accogliamo tutti, per poi lasciarli in mezzo alla strada. Altrove ragionano differentemente. Anzi, ragionano.


E così, dopo l’Ungheria anche la Bulgaria ha detto no al continuo afflusso di immigrati provenienti dal Nordafrica e dal Medio Oriente. L'aspetto paradossale della vicenda è che il 10% della popolazione bulgara è composta da musulmani di origine turca, integrati e timorosi dell'arrivo dell'Islam radicale. In altre parole, sono questi ultimi, immigrati di prima generazione, a guardare con sospetto all'arrivo di altri. Inoltre, un aumento della popolazione musulmana creerebbe attriti con la maggioranza cristiano-ortodossa, ben più determinata degli acquiescenti cattolici a difendere le proprie tradizioni religiose. Insomma, in Bulgaria si profila, oltre al problema della convivenza gomito a gomito con immigrati restii alle regole, lo scontro interreligioso. Ed il Governo è stato è ben deciso a provi un freno, sin da subito. Riuscendovi.

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