oggetto bianco latte

L'avvistamento della guardia ecologica

"L'abbiamo seguito con lo sguardo, finché è divenuto troppo debole per distinguerlo ed è sparito verso nord..."

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

L'avvistamento della guardia ecologica

All'epoca dei fatti lui era una guardia ecologica volontaria, e la sua testimonianza è tra le più circostanziate. A parlare è Fabio Siciliano, che allora era trentacinquenne: “Era il 22 luglio 2001; ero in servizio di vigilanza col mio caposquadra sulla pista ciclabile che corre più o meno parallelamente all'ex Strada Statale Varesina, lungo il muro di cinta occidentale del parco di Villa Arconati di Castellazzo di Bollate (MI), quando alle 16.55, guardando in alto, ho notato casualmente in cielo un oggetto puntiforme nettamente definito e contrastato, di colore bianco lattiginoso, di luminosità regolare, che si muoveva in direzione sud-nord a velocità vertiginosa; la luce era del tutto paragonabile a quella tipica dei satelliti artificiali il cui passaggio si riesce facilmente a distinguere, di tanto in tanto, in notti particolarmente terse e buie. Ho richiamato subito l'attenzione del mio collega, che non l'ha notata subito.


Ho perso di vista l'oggetto per una frazione di secondo, quando ha attraversato il disco solare. E subito dopo anche il mio collega è riuscito a vederlo. Quindi l'abbiamo seguito insieme con lo sguardo, finché è divenuto troppo debole per distinguerlo ed è sparito verso nord. Il tutto è durato non più di cinque, forse sei secondi. Ovviamente non poteva trattarsi di un aereo, la velocità apparente era assolutamente troppo elevata, anche rispetto a velivoli di linea o caccia militari a quote più basse. L'oggetto sembrava velocissimo e a una quota decisamente elevata, sempre che non avesse avuto dimensioni estremamente ridotte, considerata l'impossibilità di rilevare un qualsiasi particolare. Non mostrava alcuna scia e non produceva alcun suono”.


“Come dicevo”, prosegue Fabio, che è anche astrofilo ed ufologo, “aveva tutta l'apparenza di un satellite artificiale, tranne per il fatto che i satelliti di norma non si vedono in pieno giorno e men che meno quando la traiettoria è addirittura secante rispetto al disco solare. Fra l'altro, in condizioni analoghe la sagoma di un aereo è decisamente scura. La luminosità dell'oggetto, inoltre, non pareva comunque un riflesso, ma propria dell'oggetto stesso e soprattutto costante (particolare in disaccordo nel caso di un satellite artificiale). Io ed il mio collega indossavamo entrambi occhiali da sole; comunque ho osservato l’oggetto dapprima con gli occhiali e subito dopo senza. Ancora un’annotazione. In passato, diversi anni fa, ho avuto l'occasione di avvistare una meteora estremamente luminosa, al punto da vedersi distintamente sebbene il sole non fosse ancora tramontato e il cielo fosse ancora molto chiaro; era estate e, guarda caso, percorrevo la Varesina in automobile; la meteora bruciò muovendosi nella mia stessa direzione, verso Saronno; la vidi quindi attraverso il parabrezza, era bianca, splendente; in un istante la luminosità crebbe per poi scemare di colpo in una lunga coda; fu una visione completamente diversa da quanto ho visto a Bollate e lo sottolineo giusto per escludere chiaramente ogni ipotesi di bolide e similari”.

Testa ben salda sulle spalle, sicuro e convinto di ciò che dice, Fabio rivela che non è la prima volta che resta convinto in un episodio ufologico. “In un’altra occasione, il 7 gennaio 1987 tra le 16.30 e le 17, ho fotografato una strana luce nel cielo. Era una giornata di forte vento ed assieme ad un collega stavamo pattugliando, per servizio antincendio, il parco delle Groane, tra Cesate e Garbagnate (MI). Era una bella giornata e ad un certo punto decisi di scattare una foto al parco, da via dei Pioppi a nord della ditta Bayer, con la mia Kodak Instamatic 50. Quando mesi dopo sviluppai la foto, mi accorsi che sopra gli alberi si vedevano delle strane luci in movimento. Ho mostrato la fotografia (stampata su pellicola Kodak a colori, da 100 ASA) a due diversi fotografi, ed entrambi non sono stati in grado di spiegare il mistero. Il loro verdetto è stato che il negativo non era rovinato né manomesso. Come spiego quell’apparizione, che io non ho notato? O erano degli oggetti talmente veloci da essere usciti immediatamente dal mio campo visivo, o se UFO erano, è probabile che fossero molto più luminosi nell'ultravioletto che non nell'ottico e ciò avrebbe potuto impressionare l'emulsione fotografica ma non la retina umana, che ovviamente non è sensibile agli ultravioletti...”. UFO invisibili, dunque, tranne che alla macchina fotografica? É possibile, e la casistica è ricca di casi analoghi. E va anche detto che la sera prima, in una zona vicina (la polveriera di Ceriano) erano stati in quattro ad avvistare uno strano oggetto volante “con fasci di luci”...

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