insolite iniziative

Violenza sulle donne. Rtl manda in onda le scuse (sbagliate)

È ora di chiedere scusa alle donne? Sì, ma perché mancano le leggi per punire veramente i violenti…

Fabrizio Carcano
Violenza sulle donne. Rtl manda in onda le scuse (sbagliate)

Per la serie facciamo di tutta l’erba un fascio. In un week-end in cui tre donne vengono pestate e violentate selvaggiamente da gruppi di uomini, peraltro identificati e arrestati, sull’onda dell’indignazione arriva una tipica risposta all’italiana: una bella iniziativa radiofonica in cui gli uomini, tutti gli uomini (non quelli che hanno commesso questi orrori), chiedono scusa per le violenze commesse sul sesso debole. Come se tutti i maschi fossero colpevoli, mentre per fortuna i violenti rappresentano una minima parte, forse neppure l’1%.



A lanciare l’idea l’emittente radiofonica più seguita in Italia, Rtl 102.5, con il patrocinio della presidenza della Camera dei Deputati. In pratica ad ogni ora, il tradizionale segnale orario di Rtl, in cui veniva snocciolata una località dello Stivale (‘Anche a Milano sono le 12’ o ‘Anche a Pavia sono le 13’, ecc) è stato corretto nell’annuncio #èoradichiederescusa. Inoltre i più celebri artisti italiani, ai microfoni della stessa radio, chiederanno scusa per la violenza maschile sulle donne.


Ma perché? E soprattutto a cosa serve? Al di là della buona fede degli artisti che ci metteranno la voce e degli organizzatori, non si capisce per quale ragione ‘pochi eletti’ debbano chiedere scusa a nome di milioni di padri, di mariti, di fidanzati o di amici, che mai si sognerebbero di alzare un dito contro una donna, che sia la loro compagna di una vita intera o di un breve tratto della stessa oppure una sconosciuta.


E soprattutto a cosa servono simili iniziative, di grande eco mediatico, se poi non si affronta il vero nocciolo della questione ovvero che questo Stato le donne non le tutela con le leggi, quelle vere e rigide presenti negli altri Paesi occidentali. Basti pensare che nel nostro ordinamento la violenza sessuale è punita con una pena tra i 5 e i 10 anni di reclusione: con benefici detentivi vari lo stupratore (che in carcere viene protetto dagli altri detenuti e dunque gode di un trattamento privilegiato, cella singola…) è fuori sostanzialmente dopo tre anni e mezzo.


Libero di colpire nuovamente. In Francia e in Belgio, invece, le pene sono raddoppiate, andando da un minimo di 10 anni fino ai 20 francesi e all’ergastolo belga, in Spagna il minimo è 12 anni di reclusione e si arriva fino a 30. Discorso analogo per gli assassini: la storia recente ci racconta di uomini che hanno ucciso una donna e meno di dieci anni dopo erano fuori.


Un esempio recente: Rudy Guede, condannato dalla giustizia italiana per l’omicidio di Meredith avvenuto nel novembre 2007, ha già iniziato a riassaporare la libertà, dopo appena otto anni e mezzo dal delitto. La vita spezzata di una ragazza di 20 anni vale così poco? E di esempi analoghi se ne possono fare tanti altri.



A questo punto, se davvero si vuole fare qualcosa di concreto per difendere le donne, non sarebbe stato più utile un hashtag tipo #vogliopenepiusevereperiviolenti? Non sarebbe più utile mobilitare i milioni di ascoltatori di Rtl per una simbolica raccolta firme per chiedere al Parlamento di varare subito un pacchetto di norme rigidissime sullo stupro, per esempio raddoppiando la pena prevista? E magari aprire una riflessione serena, ma seria, sulla possibilità di introdurre la castrazione farmacologica per i casi di recidività? Che senso e che utilità può avere il chiedere scusa a nome di 30 milioni di maschi se poi non ci si indigna quando i ‘caini’ scontano pene ridicole e tornano liberi dopo pochi anni?


Non sarebbe meglio porsi questa domanda: un violento avrebbe il coraggio di stuprare una donna sapendo che lo attenderebbero 15/20 anni di carcere, ma di carcere vero (e insieme agli altri detenuti), e magari anche la castrazione farmacologica per i casi più gravi? E un violento avrebbe il coraggio di uccidere una donna sapendo che certamente, e non solo in alcuni casi, poi si prenderebbe un ergastolo e non 15 anni che con i vari permessi diventerebbero la metà?

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