Doping di Stato

Doping: la WADA chiede l'esclusione della Russia da Rio 2016

Il doping dello sport russo era coperto e favorito dallo Stato, e non solo per l'atletica leggera: è la conclusione del rapporto dell'agenzia Mondiale antidoping

Fabrizio Berini
Russia esclusa dalle Olimpiadi

Foto ANSA

La Wada (Agenzia mondiale antidoping) ha chiesto ufficialmente l'esclusione della Russia da tutti gli avvenimenti sportivi internazionali. Con questa richiesta tutti gli atleti russi rischiano di non poter prendere parte alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro che inizieranno il 5 agosto.

"Il rapporto McLaren - spiega il portavoce della Wada, Ben Nichols - ha evidenziato in Russia l'abuso di potere più deliberato e sconvolgente mai visto nella storia dello sport. Il ricorso al doping in 30 sport significa che non può esistere più la presunzione di innocenza". 

Per la Wada si tratta di un "sistema di falsificazione" dei test ordinato dalle autorità politiche. Il laboratorio di Sochi, in particolare, operò per consentire ad atleti russi dopati di competere ai Giochi 2014, e tutto sotto indicazione del ministro dello sport di Mosca, con il controllo dei servizi segreti. La manipolazione dei test antidoping nello sport russo coinvolgeva il laboratorio di Sochi, ma anche quello di Mosca, per almeno 312 casi e il sistema messo in piedi dal ministero dello Sport cominciò con Vancouver nel 2010, coinvolse "in pratica tutti gli sport', ebbe effetto anche a Londra 2012, ai mondiali di atletica di Mosca 2013 ed a quelli di nuoto di Kazan 2015.

A capo del sistema di falsificazione dei test antidoping per gli atleti russi, tra 2010 e 2015, c'era il ministero dello sport di Mosca, con la collaborazione dei servizi di sicurezza (l'Fsb, ex Kgb) e del centro nazionale di preparazione del Team Russia. Il rapporto conferma le denunce dell'ex direttore del laboratorio antidoping russo, Grigory Rodchenkov, fuggito negli Usa dopo la morte in circostanze poco chiare di due colleghi. McLaren garantisce che le principali conclusioni del suo rapporto "sono supportate da prove" e ha definito "metodo di sparizione dei casi positivi" il modo in cui i test sfavorevoli agli atleti russi venivano fatti sparire. McLaren sostiene che di tutto ciò veniva costantemente informato, in occasione dei Giochi di Sochi, il viceministro dello Sport, Yuri Nagornykh e sottolinea il fatto che, a suo dire, il Ministro dello Sport non potesse non essere a conoscenza della cosa viste le dimensioni del fenomeno.

La Russia è già stata sospesa da ogni competizione internazionale di atletica, anche a Rio, dopo che un dossier pubblicato a novembre aveva fatto emergere un sistema di doping organizzato solo in questo sport.

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