Nuovo rogo doloso

Li vogliono rimpatriare, danno fuoco al centro di accoglienza

Fermato un gruppo di tunisini sospettato di aver appiccato le fiamme che hanno distrutto un padiglione della struttura di Lampedusa in cui erano ospitati. Mentre si moltiplicano sbarchi e tensioni

Marco Dozio
Gli ospiti non gradiscono le regole e incendiano Lampedusa

Foto ANSA

Ancora un incendio nel centro di accoglienza di Lampedusa martedì sera. E ancora una volta, con ogni probabilità, di origine dolosa. Come nei precedenti del 2009 e del 2011 quando furono gli immigrati ospiti ad appiccare il rogo. Secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato un gruppo di tunisini, dopo che si era diffusa la notizia del loro rimpatrio, a provocare l’incendio che ieri sera ha avvolto un intero padiglione. Quattro di loro sono stati fermati mentre si allontanavano dalla struttura, gravemente danneggiata dalle fiamme. Una ritorsione, insomma. I vigili del fuoco hanno operato fino a notte per spegnere gli ultimi focolai. 

Mentre gli sbarchi proseguono incessanti. Altri 14 tunisini sono approdati ieri mattina a Cala Galera e altri 35 sono stati intercettati dalla Guardia Costiera a poca distanza dall’isola. Sbarchi, tensioni, incendi e rivolte. Nelle ultime settimane un gruppo di presunti profughi, in particolare eritrei e yemeniti, si è rifiutato di sottoporsi alle procedure di identificazione e al rilascio delle impronte digitali, inscenando una manifestazione nella piazza della chiesa madre e uno sciopero della fame e della sete durato pochi giorni.

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