Confermata la custodia

Omicidio della piccola Fortuna, l'indagato resta in carcere

Il Tribunale del Riesame ha condiviso l'impianto accusatorio della Procura nei confronti di Raimondo Caputo

Alessio Colzani
Omicidio della piccola Fortuna, l'indagato resta in carcere

Fortuna Loffredo, Raimondo Caputo e Domenica Guardato, la madre della piccola. Foto ANSA

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato la custodia in carcere di Raimondo Caputo, l'uomo di 44 anni accusato di aver violentato e ucciso la piccola Fortuna Loffredo gettandola, il 24 giugno del 2014, dall'ottavo piano dell'edificio del Parco Verde di Caivano (Napoli) dove la piccola viveva. Il Tribunale ha esaminato l'istanza di revoca dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura della Repubblica, guidata da Francesco Greco, e ha condiviso l'impianto accusatorio della Procura diretta da Francesco Greco, fondato in particolare su una serie di intercettazioni ambientali in abitazioni dello stesso palazzo. Al termine dell'udienza, alla quale ha partecipato anche Caputo assistito dal suo legale, l'avv. Salvatore Di Mezzo, i giudici del Riesame hanno di fatto ritenuto fondato l'impianto accusatorio della Procura che ruota, in particolare, su una serie di intercettazioni ambientali fatte dagli investigatori in varie abitazioni dello stesso palazzo.

A parlare dei presunti abusi sessuali e a fornire alcuni elementi per la ricostruzione dell'omicidio della piccola Fortuna sono state due bimbe, amichette della stessa Fortuna, che poi, ascoltate dagli inquirenti con l'assistenza di una psicologa, hanno confermato i loro racconti. Secondo la ricostruzione fatta dai pm della Procura di Napoli Nord e dai Carabinieri di Casoria (Napoli), che hanno indagato a lungo sulla misteriosa morte di "Chicca", come veniva chiamata la piccola Fortuna, la bimba sarebbe stata uccisa perché aveva tentato di opporsi al tentativo di stupro da parte di Caputo. Le due amichette di Fortuna domani saranno nuovamente ascoltate nell'ambito di un incidente probatorio, la procedura che alla presenza anche dei legali della difesa e delle parti lese serve ad acquisire la prova in vista dell'eventuale dibattimento. Le testimonianze delle due bambine saranno acquisite ad Aversa, nella sede del Tribunale o in una struttura protetta. Domani sarà ascoltata anche una terza bambina. Fra le bimbe che saranno ascoltate nell'incidente probatorio c'è l'amichetta "del cuore" di Fortuna; fu proprio lei che, per prima, ruppe la cappa di omertà degli adulti intorno alla morte di Chicca e cominciò a raccontare non solo le violenze sessuali sulla piccola, ma anche gli ultimi minuti di vita di Fortuna, che il giorno del delitto stava giocando con lei e che - stando al suo racconto - era uscita di casa per andare a cambiarsi le scarpe, seguita da Caputo il quale - sempre secondo l'accusa - poco dopo tentò di violentarla e la uccise.

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