Allergia alla legalità

A Licata corteo contro le demolizioni degli immobili abusivi

300 persone in corteo lungo le strade della città per chiedere che non vengano abbattuti oltre 500 stabili realizzati senza alcuna autorizzazione

Alessio Colzani
A Licata corteo contro le demolizioni degli immobili abusivi

Una delle ville abusive abbattute. Foto ANSA

Oltre 300 persone, in prima fila donne e bambini, hanno sfilato questa mattina in corteo lungo le strade di Licata (Agrigento) per chiedere di bloccare le demolizioni degli immobili abusivi, disposte dalla Procura e in corso di esecuzione da parte del Comune. I manifestanti, composti per la maggior parte dagli ex proprietari degli immobili acquisiti al patrimonio comunale, sono partiti da Via Campobello e hanno inscenato un sit-in davanti al municipio. Non si sono registrati disordini, ma la manifestazione è stata monitorata da polizia e carabinieri. A Licata sono oltre 500 le villette, seconde case per la maggior parte, che compongono l'elenco degli stabili da demolire. Al momento, dopo l'aggiudicazione della gara d'appalto del Comune, ne sono state rase al suolo 15. A causa delle demolizioni, il sindaco Angelo Cambiano ha subito l'incendio della casa di campagna del padre ed è sotto scorta da una settimana.

Lo scorso 14 maggio la procura di Agrigento aveva aperto un fascicolo a carico di ignoti, per accertare eventuali ritardi o omissioni per le demolizioni delle case abusive, attività che pur essendo iniziata nel 2001 aveva interessato solo 5 dei 78 immobili che dovevano già essere stati rasi al suolo dal Genio militare. Da quel momento le ruspe spensero i motori fino allo scorso 21 aprile, quando sono ripartite le demolizioni in contrada Torre di Gaffe. La Procura vuole appurare il perché di quello stop. Il Corpo forestale in servizio alla procura ha acquisito numerosi faldoni, anche relativi alle pratiche di condono, all'ufficio urbanistica del municipio. Gli immobili abusivi acquisiti al patrimonio del Comune e destinati alla demolizione, nel frattempo, sono diventati almeno 500.

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