Slomó Köves risponde alla troika

L'Ue difende Soros: "Orbán antisemita". Il rabbino capo ungherese smentisce

L'accusa da parte del Vice Presidente della Commissione Europea. La replica: "In nessun Paese europeo le comunità ebraiche sono sicure come in Ungheria"

Redazione
L'Ue difende Soros: "Orbán è antisemita", ma il rabbino capo ungherese smentisce

Slomó Köves

Per cercare di gettare fango sull'Ungheria di Viktor Orbán, uno dei pochi Stati europei il cui governo ha il coraggio di opporsi alle imposizioni della troika di Bruxelles, sono state di recente lanciate da parte di alcuni politici europei in difesa del miliardario George Soros, in quanto ebreo, e riprese dai media compiacenti addirittura accuse di antisemitismo nei confronti del premier magiaro. La scorsa settimana, con un'intervista rilasciata alla testata Magyar Hírlap, a smentire categoricamente queste accuse ci ha pensato Slomó Köves, il capo rabbino della Comunità Ebraica Ungherese Unificata: "Tra i Paesi europei non ce n'è quasi nessuno in cui le comunità religiose ebraiche possano vivere in una tale sicurezza e con una tale dignità come è consentito loro fare in Ungheria".

"Conosco il primo ministro e la politica del governo, quindi posso dire con certezza che essa non contiene motivazioni antisemite" ha detto il capo rabbino, che è stato interrogato dai giornalisti sul tema dopo che Frans Timmermans, il Vice Presidente della Commissione Europea, in un'intervista alla testata tedesca Die Zeit aveva in pratica accusato Viktor Orbán di aver adottato politiche antisemite. Slomó Köves ha ribadito come tra i Paesi europei non ce ne sia quasi nemmeno uno in cui le comunità religiose ebraiche possano vivere in una tale sicurezza fisica e con una tale dignità come possono fare in Ungheria.

Riguardo alle accuse che Timmermans aveva lanciato contro il primo ministro ungherese, dopo che Orbán aveva dichiarato che George Soros è uno speculatore finanziario internazionale, Köves ha spiegato che quella dichiarazione è legittima nel contesto di una discussione politica, sottolineando inoltre che né l'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) né l'IHRA (Associazione commemorazione delle vittime dell'olocausto) alla cui presidenza c'era proprio l'Ungheria solo un anno fa, potrebbero ravvisare in tali parole nulla di riferibile all'antisemitismo.

Il rabbino Köves ha inoltre aggiunto che in Europa, a causa della tragica storia del Ventesimo secolo, l'atteggiamento verso l'olocausto e l'antisemitismo nei discorsi pubblici è un argomento molto delicato. Ha infine sottolineato che l'interesse della comunità ebraica è che la lotta contro l'antisemitismo non venga strumentalizzata come invece troppo spesso accade a fini politici, utilizzandola per polarizzare posizioni discordanti, ma dovrebbe essere una questione culturale e di educazione, con l'aiuto della quale il rifiuto dell'antisemitismo diventerebbe una norma per tutta la società.

Si ringraziano per la collaborazione Andras Kovacs e Manuela Giovannoni

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