la maternità negata di farah

Pakistana aspetta un figlio da un "infedele" italiano, i parenti la costringono ad abortire

L'appello della Lega alla Farnesina: "È la conferma che un certo Islam radicale ed estremista non è in alcun modo compatibile con il nostro modo di vivere e con il nostro ordinamento e con i suoi valori"

Redazione
Pakistana aspetta un figlio da un "infedele" italiano, i parenti la costringono ad abortire

Amava un ragazzo italiano e da lui aspettava un figlio. Ma essendo il giovane un kāfir, un infedele, e lei una ragazza pakistana in una famiglia islamica ultraortodossa, quel "matrimonio non s'aveva da fare". E così i parenti le hanno organizzato una terribile trappola. Che ha sdegnato il leghista Paolo Grimoldi.


Che denuncia: "La vicenda che arriva da Verona, rimbalzata dal Pakistan, della povera Farah, ragazza sostanzialmente rapita dai genitori e trascinata in Pakistan per abortire, contro il proprio volere, per liberarla da un figlio di un ragazzo italiano, ricorda terribilmente l'analogia tragica vicenda di Sana, rapita da Brescia per essere portata in Pakistan per un matrimonio combinato e li uccisa dopo il suo rifiuto".

"Anche questa vicenda, su cui invitiamo la Farnesina ad attivarsi subito per fare luce su quanto sta accadendo, conferma che un certo Islam radicale ed estremista non è in alcun modo compatibile con il nostro modo di vivere e con il nostro ordinamento e con i suoi valori. Non possiamo accettare che a Sana venga imposto un matrimonio combinato imponendogli di lasciare il ragazzo bresciano che amava, arrivando a ucciderla per questo, e che a Farah venga imposto di abortire perché aspetta un figlio da un italiano. Questa è l'integrazione?", conclude l'onorevole del Carroccio, segretario della Lega Lombarda.

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