il parere dell'hare krishna

L'India e gli extraterrestri

Thompson: "Nella letteratura vedica esistono abbondanti informazioni riguardo a macchine volanti che rivelano una sorprendente somiglianza con le cronache UFO"

Alfredo Lissoni
L'India e gli extraterrestri

In India i dischi volanti vengono chiamati "Udaan Taskari", ed a credervi sono in molti. Diversi anni fa la parapsicologa Ruth Reyna, fisico dell'East Punjab University di Chandigarh e recentemente editrice di un Dizionario della filosofia orientale, stupiva gli ufologi occidentali dichiarando che il pianeta Venere fosse abitato da ben cinquemila anni da una razza di extraterrestri in realtà originaria di questo pianeta ed emigrata dall'India nella notte dei tempi, a bordo di gigantesche astronavi (le misteriose vimana di cui si parla nei testi sacri indù) per evitare i disastrosi effetti di un imminente cataclisma. La Reyna aveva presumibilmente attinto e fatta propria la leggenda delle tavolette dei brahmani (o bramini), presunti scritti indù in cui si narrerebbe che nell'anno 18.617.841 era giunto da Venere il primo vascello spaziale. Ed ancora, secondo il Karachi Evening Star del 10 ottobre 1967, la Reyna aveva affermato che, a seguito di una serie di ricerche archeologiche, aveva appurato che "mille, milleduecento abitanti della città pakistana di Mohenjo-Daro avevano lasciato la Terra a bordo di una nave spaziale, quando la città era stata misteriosamente distrutta".


Pur trattandosi di una presa di posizione personale, l'idea che nei testi sanscriti (Veda e Purana, Mahabharata, ecc...) si accenni a razze extraterrestri di passaggio sulla Terra a bordo di inimmaginabili astronavi, è stata ripresa, nel corso degli anni, da numerosi studiosi occidentali (compresi il sociologo SETI Roberto Pinotti, l'antropologo Enrico Baccarini e l'ingegnere NASA Roberto Dini), dall'indiano dottor Srikumar V. Gopalakrishna, ed infine ha avuto enorme risalto grazie allo 
scrittore Richard L.Thompson, con il libro Le civiltà degli alieni (Futura, 1995; pubblicato con enorme successo due anni prima in America, con il titolo Alien identities). Ma c'è una differenza tra Richard Thompson ed i tradizionali scrittori occidentali di archeologia misteriosa, che sino agli anni Novanta si sono occupati della questione; quest'ultimo è un induista a nome Sadapuda Dasa (Thompson è il suo nome da laico) che conosce bene il sanscrito e l'hindi, e che dunque può leggere i testi in originale, senza manipolazione alcuna; egli è membro di spicco dell'ISKCON, la Società Internazionale per la Coscienza di Krishna, o movimento Hare Krishna. Fondendo la teologia induista Vaisnava all'ufologia, Thompson-Dasa ha legittimato l'esistenza dei dischi volanti in quanto "rivelati" dai testi sacri indiani.


"L'idea di comparare le cronache UFO e la letteratura dei Veda non è nuova", ha scritto Thompson, "ma in generale non è mai stata applicata in modo abbastanza autorevole. Il primo tentativo di cui sono a conoscenza è un libro del 1953, intitolato I dischi volanti sono atterrati di Desmond Leslie e del famoso contattato George Adamski. Nella prima parte del libro Leslie cita un buon numero di passaggi dal Ramayana e dal Mahabharata che descrivono i vimana, o aeronavi vediche, e altri ancora in cui sono illustrate armi strabilianti che si usavano a quei tempi. Sfortunatamente, molti passaggi sono tradotti davvero male e il racconto di Leslie risulta praticamente inutile... Di fatto, nella letteratura vedica esistono abbondanti informazioni riguardo a macchine volanti chiamate vimana. Questo materiale rivela una sorprendente somiglianza con le cronache UFO. Ancora più importanti sono i racconti vedici sui poteri e il comportamento di razze simili a quella umana che utilizzano le macchine volanti. Ci sono molti paralleli fra elementi specifici di questi racconti e dettagli corrispondenti nella casistica degli incontri ravvicinati con gli UFO. Questo parallelismo è il principale stimolo che mi ha spinto a scriverne un libro".

In America Thompson ha riscosso entusiastici riconoscimenti dal celebre rapito-ufologo Whitley Strieber, autore di Communion, da Tricia McCannon, fondatrice dell'UFO Forum di Atlanta, da Berthold Schwarz, medico psichiatra autore di UFO Dynamics, dall'ingegnere aerospaziale NASA Clark C. McClelland del Kennedy Space Center della Florida (che ha paragonato il libro alla "stele di Rosetta della letteratura ufologica"), dallo psicologo Leo Sprinkle, dall'antropologo Roger W. Wescott della Drew University, dalla rivista Hinduism Today e persino dal monaco buddhista Mary Teal Coleman del Dharma Institute. Tutti concordi nel sostenere che "qualcuno", nella notte dei tempi, atterrò nella Valle dell'Indo...






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