notabili note

Il menestrello, Pinocchio ed un referendario Mangiafuoco

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Edoardo Varini

Edoardo Varini

Dopo anni, dopo decenni di editoria e comunicazione mi sono reso conto che senza una precisa scelta d'azione lo scarto tra la parola e lo stato delle cose è incolmabile. Se questo scarto era tollerabile un tempo, quando all'incirca il nostro Paese viveva in un sostanziale benessere, ora non lo è più. In ragione di 5 milioni di poveri e stipendi e pensioni da fame non lo è più. In ragione di riforme di cartapesta e malgoverno non lo è più. Non è tornato il tempo dell'impegno, è giunto per la prima volta. Quello degli anni Settanta era un impegno ideologico spesso, troppo spesso avulso da una reale cognizione della condizione socio-economica delle persone. L'impegno di oggi – ancora di pochi ma è sufficiente contarsi ogni giorno per vedere che il numero cresce – ha dalla sua la forza del bisogno e la lucidità di un pensiero nuovo forgiato dallo scontro quotidiano con quell'entropia che il capitalismo sregolato unito ad una malintesa idea di sinistra senza volto né identità vorrebbe trionfante ma ancora non lo è. Opporsi a questa disumana insensatezza è un dovere. Doverosamente scrivo allora queste notabili note.

Il menestrello, Pinocchio ed un referendario Mangiafuoco

Non è che qualcuno può venirmi a spiegare l'importanza di Bob Dylan per il cantautorato mondiale. Però che non troverà il tempo per ricevere il premio Nobel fa assomigliare un po' troppo il menestrello del rock ad Anna Bolena che fintamente rifiuta la corte di Enrico VIII d'Inghilterra, una cosa un po' troppo atteggiata per essere altro che vanesia.

Ora se canti la disperazione e la poesia del mondo e sei un vanitoso i conti non tornano. Si vede che la pancia piena e lo spirito rock non sono cose autenticamente compatibili, malgrado lo storytelling delle etichette discografiche. Egualmente non è che sei molto credibile quando l'Europa ti ha appena congelato la manovra economica per l'anno venturo sostenendo che potrebbe condurre alla violazione del patto di stabilità e te ne vai per il Meridione annunciando la decontribuzione totale per le aziende che decideranno di investire ed assumere al Sud, per di più con la sfacciataggine di commentare che è "finita la stagione delle chiacchiere".


Frattanto l'Inps ha reso noto che le assunzioni complessive dei datori di lavoro privati nei primi nove mesi dell’anno sono calate del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Ed il bello è che l'Istituto commenta credendo di fare un favore al governo che sì, c'è stato il calo, ma perché c'era stato il botto dovuto alle decontribuzioni degli anni scorsi. Esattamente come quello che Renzi va promettendo ora in Meridione. Pinocchio, impara il professionismo. E tu, Mangiafuoco, il 4 dicembre non ti  commuovere. Vota No e calatelo nel gargarozzo. A presto. 

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