"studenti meticci" finti partigiani

La Sinistra ha ucciso "Bella ciao"...

"Una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor". Già, peccato che adesso a difenderlo ci sia chi rivendica ascendenze partigiane...

Redazione
La Sinistra ha ucciso "Bella ciao"...

Uno dei manifestanti di Milano intento a lanciar sassi contro il Pirellone

La Sinistra è riuscita a snaturare anche Bella ciao, il canto partigiano nato probabilmente durante la Seconda Guerra Mondiale sull'Appennino Bolognese, dopo la disfatta della Repubblica partigiana di Montefiorino (Modena). Chi scrive - e consentitemi l'anonimato - è la persona che venerdì ha filmato la performance delle "zecche rosse", gli "studenti meticci" pro immigrati, davanti al Pirellone, in piazza Duca d'Aosta a Milano. E che ha visto i "democratici" dei centri sociali che, all'urlo di "siamo tutti antifascisti" e "Lega merda vaffanculo", resisi conto che li stavo riprendendo, lanciare contro di me e la guardia presente sassi e lattine. La guardia si è allontanata mettendosi in sicurezza, io son rimasto immobile al mio posto, come si capisce dalle riprese.


Il tutto sulle note di Bella ciao, diventato ormai l'inno della Sinistra estrema cantato e suonano a furia di pugni alzati in qualsiasi occasione, in tutte le manifestazioni dei centri sociali sparsi per l'Italia (assieme a El pueblo unido jamás será vencido). Canzone che mi ha sempre fatto riflettere, dato che il ritornello è "una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor". Mi chiedo con che logica la Sinistra ne faccia un inno a difesa degli immigrati, visto che gli invasori son proprio i clandestini. Che arrivano qua senza permesso, senza documenti (che bruciano per non farsi identificare subito), lungo le rotte illegali dello scafismo criminale e non in certo in treno o in nave con permesso di studio o di lavoro; che scappano dai Cie per non farsi identificare e si perdono nella notte (centinaia di minori nella sola Italia, trentamila clandestini nella Germania buonista), mentre un numero imprecisato finisce ad ingrossare le fila della criminalità, dello spaccio, del lavoro nero o trova dimora nelle patrie galere nostre. Sbagliamo dunque a parlare di "invasione" (termine che i buonisti vorrebbero ora perseguire legalmente)?

"Una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor". In origine protagonista della canzone era una mondina che solidarizzava col partigiano; poi la canzone s'è fatta più sfumata, più generica. Ma resta sempre un inno alla resistenza (oltre che alla Resistenza) all'invasione. Per il vocabolario Treccani "invasore" (dal latino tardo "invasor -oris", presumibilmente termine nato dopo le invasioni barbariche che annientarono l'Impero Romano) è colui che "invade un territorio con la forza delle armi".


Qui le armi non ci sono più. Non ce ne è bisogno, non sono più necessarie. La Fallaci parlava di "invasione delle pance". Ma Stalin ci ha insegnato che non serve invadere uno Stato militarmente (la qual cosa di solito genera una reazione bellica con la nascita spontanea di focolai di resistenza contro le "divise"): basta l'immigrazione. Lui lo fece spedendo gran parte degli ucraini in Moldavia, raddoppiandone la popolazione (che era rumena) e "sovietizzando" in questo modo l'ultimo Stato dell'Est che ancora si opponeva all'espansionismo moscovita. La Sinistra è ancora figlia di quella logica.

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