Veleni pentastellati

Firme false a Palermo, grillini nel caos: i deputati rifiutano di autosospendersi

Emergono nuove responsabilità in casa 5 Stelle. Preoccupazione nel quartier generale della Casaleggio associati, non si escludono espulsioni

Redazione
Firme false a Palermo, grillini nel caos: i deputati rifiutano di autosospendersi

Beppe Grillo. Foto ANSA

Il caso firme false per le amministrative 2012 a Palermo si ingrossa e fa tremare l'intero Movimento 5 Stelle. Ci sarebbero nuovi elementi che farebbero emergere responsabilità in casa 5 Stelle e che avrebbero fatto lievitare le preoccupazioni in seno al partito. Nei giorni scorsi, a quanto si è appreso martedì 18 ottobre, qualcuno dai vertici avrebbe suggerito una 'exit strategy' consigliando alle persone coinvolte, a partire dalla deputata Claudia Mannino, di autosospendersi in attesa che sulla vicenda nata da un servizio delle Iene si facesse chiarezza.

Le persone coinvolte - oltre a Mannino, alla Camera c'è il deputato Riccardo Nuti - avrebbero categoricamente rifiutato di fare passi indietro e anzi avrebbero deciso di sporgere querela, così l'ipotesi autosospensione è sfumata. Il timore, ora, è che la vicenda si trasformi in un boomerang, semmai dovessero emergere ulteriori elementi. A Milano, nel quartier generale della Casaleggio associati, c'è grande preoccupazione, ma anche a Palermo c'è un clima di veleni, perché serpeggia il sospetto che a far riemergere il caso, risalente a quattro anni fa e all'epoca chiuso dalla Procura (la Digos aveva indagato sulla vicenda), sia stata una parte del Movimento che voleva avere voce in capitolo sulla scelta del candidato sindaco.

A fare le spese per l'intera vicenda al momento è solo Samanta Busalacchi, attivista locale che fino a qualche giorno fa era la papabile candidata a sindaco nelle elezioni 2017 al Comune. L'uso del passato è d'obbligo perché la sua candidatura pare sfumata definitivamente. Nei vertici intanto si ragiona sul da farsi e non è escluso che possano venire adottate sanzioni anche pesanti nei confronti dei parlamentari coinvolti nel servizio e che per ora si sono dichiarati estranei alla vicenda presentando querela: non si escludono espulsioni. Intanto sono stati rinvenuti i documenti relativi alla presunta sparizione dagli uffici comunali di Palermo delle carte con la dichiarazione di presentazione della candidatura a sindaco di Riccardo Nuti e della lista dei consiglieri.

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