Il braccio destro di Orbán

Allarme dall'Ungheria: "L'Europa si riscopra cristiana, o rischia di morire"

Il vice premier magiaro, Zsolt Semjén: "Ogni cinque perseguitati per motivi religiosi, quattro sono cristiani. Noi li aiutiamo e l'Unione europea se ne frega"

Redazione
Allarme dall'Ungheria: "L'Europa si riscopra cristiana oppure rischia di morire"

Zsolt Semjén con Viktor Orbán

"L'Ungheria è molto generosa nell'accogliere i cristiani perseguitati, ma il suo scopo non è certo quello di svuotare l'Oriente cristiano". Ad affermarlo venerdì, nel corso della conferenza stampa di chiusura della Conferenza Internazionale sulla Persecuzione dei Cristiani organizzata a Budapest, è stato il vice primo ministro ungherese Zsolt Semjén, braccio destro del premier Viktor Orbán. "L'Ungheria, in quanto Stato con una forte identità e con legami cristiani nella sua storia, nella sua cultura e nelle sue tradizioni, ha un obbligo naturale nel prendersi cura e aiutare i cristiani perseguitati". Semjén ha spiegato: "È evidente che sussista una persecuzione contro i cristiani ai nostri giorni. Ogni cinque perseguitati per motivi religiosi, quattro sono cristiani e il fenomeno si osserva in circa 100 paesi".

"La soluzione non è far stabilire tutti i cristiani in Europa o negli Stati Uniti, ma bisogna aiutarli in modo che possano preservare le loro posizioni cristiane nelle proprie terre ancestrali, nelle antiche aree del cristianesimo. È importante che vengano via solo quelli che non possono proprio restare perché sono in una posizione incompatibile oppure in pericolo di vita" ha chiarito Semjén. Il vice premier ungherese ha anche sollecitato un'intervento della Corte internazionale di giustizia dell'Aja affinché vengano finalmente portati davanti alla giustizia tutti gli islamisti responsabili del reato di genocidio ai danni dei cristiani. Una delle principali cause della perdita di valori e del decadimento dell'Europa, secondo Semjén, è la progressiva cancellazione della coscienza delle radici cristiane del Vecchio continente.

Il vice premier magiaro ha affermato che "all'interno dell'Unione europea si sta svolgendo una versione solo in apparenza light, ma in realtà tutt'altro che innocua, della persecuzione anti cristiana, che comprende anche la distruzione e il tradimento consapevole dei valori e delle tradizioni che stanno alle origini dell'alleanza tra le nazioni occidentali". Questa perdita di valori e di coscienza ha reso possibile e facilitato l'ingresso e la diffusione dell'islam in Europa, che secondo Semjén è affondato "come un coltello entra nel burro. L'identità europea si è screpolata grazie agli artifici anti cristiani" ha detto il vice premier, indicando come segno visibile il fatto che i forum europei non ammettono l'evidenza di una persecuzione anti cristiana, parlando solo di diritti umani e di generiche "sofferenze religiose".

Riguardo all'aiuto dato dall'Ungheria, Semjén ha spiegato: "Le circostanze hanno fatto sì che tutto avesse una forma istituzionale, per questo è stata fondata la Vice Segreteria di Stato all'interno del Ministero delle Risorse Umane, che si occupa di dare aiuto ai cristiani perseguitati. Ovviamente l'Unione europea si è guardata bene dallo svolgere questo compito, che avrebbe potuto affidare a un'Organizzazione Non Governativa per la difesa dei diritti umani". Il vice premier ha raccontato la ricostruzione di villaggi, ospedali e scuole, la cura dei feriti nell'esplosione in Egitto nel dicembre 2016 e l'aiuto dato alle famiglie dei cristiani copti decapitati dallo Stato Islamico. "Investiamo grandi somme e cerchiamo di dare un sostegno personalizzato" ha concluso, dicendo che l'Ungheria ha accolto oltre mille famiglie copte.

(Si ringraziano per la collaborazione András Kovács e Manuela Giovannoni)

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