regole sotto i piedi

Multa per il velo in spiaggia? Chissenefrega, tanto paga Mustafà

Imprenditore franco-algerino si offre di pagare le multe a tutte le donne islamiche che saranno "pizzicate" dalla polizia con il velo islamico che copre il volto

Fabio Montoli
Multa per il velo in spiaggia? Chissenefrega, tanto paga Allah

Foto d'archivio

L'imprenditore franco-algerino Rachid Nekkaz si è offerto di pagare le multe inflitte dalle autorità francesi alle donne che si presentano sulle spiagge di Cannes, Villeneuve-Loubet e Sisco (in Corsica) indossando il burkini.

Nekkaz, che nel 2007 tentò anche di candidarsi alle presidenziali francesi, ha creato un fondo da un milione di dollari con cui pagare le multe alle donne che verranno pizzicate dalla polizia ad indossare il niqab nei luoghi dove è stato proibito.

"Anche se personalmente sono contrario al niqab", afferma l'imprenditore, "credo che in una democrazia nessuno abbia il diritto di impedire a qualcuno di indossare ciò che vuole se non viene limitata la libertà degli altri o se non viene messa in pericolo la sicurezza del territorio. Ho il sito internet con il mio nome ed è facile contattarmi", spiega Rachid Nekkaz, che già dal 2010 si occupa di risarcire donne francesi, olandesi o belghe "colpite" dalle contravvenzioni anti-burqa. E ora, dal prossimo aprile (data di entrata in vigore della legge ticinese, ndr) si occuperà anche delle svizzere.

Infatti anche il cantone svizzero del Ticino ha deciso il via libero definitivo al divieto di indossare il velo che copre il volto: dopo il referendum popolare di due anni fa e il disco verde del governo federale di Berna, nel triangolo di terra elvetica che s'incunea verso l'Italia sono stati messi al bando niqab e burqa, e per chi sgarra, sono previste multe da cento a diecimila franchi, circa ottomila euro.

Il Sig. Nekkaz però, non tiene conto, secondo noi, di due piccoli particolari. Il primo che i sindaci delle città in cui è stato vietato il burkini, si sono appellati proprio a ragioni di sicurezza. Il secondo che, nonostante l'ammirevole appello alla democrazia che nessuno ha il diritto di impedire a qualcuno di indossare ciò che vuole, ci chiediamo se le donne che indossano veli e sacchi neri in spiaggia, per coprirsi, sotto il sole a quaranta gradi, lo facciano spontaneamente o se sono "democraticamente" obbligate da qualche marito o da qualche religione.

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