perseguitato dalla sinistra

Prete tarantino accusa i buonisti: "Guadagnate sugli immigrati"

Don Larizza denuncia quegli "albergatori che lottano tra loro per avere i minori, per i quali si incassano 80 euro al giorno, mentre per i maggiorenni solo 35"

Alfredo Lissoni
Immigrazione, don Larizza sfida il PD: "Siete come le mosche che passano e vanno"

Si affida a Facebook don Luigi Larizza, sacerdote di Taranto contrario all'invasione incontrollata dei clandestini, e per questo preso di mira dalla Sinistra, che lo taccia di "razzismo" (addirittura un parlamentare pugliese del PD, Ludovico Vico, ha presentato un'interpellanza al ministro degli esteri contro le sue posizioni, quasi fossimo nella Russia di Stalin. Ma i preti rispondono solo al Papa, ed in secundis allo Stato, non al PD).

E rivolgendosi ai buonisti di sinistra e ai giornalisti schierati scrive: "Come mai non vi interessano le violenze contro i cristiani? Le Chiese vengono distrutte, i giovani squartati, crocifissi, decapitati, le ragazze violentate e lapidate, i bambini bruciati vivi, le bambine vendute schiave del sesso a nove anni, perché colpevoli di credere in Cristo e voi non diffondete accuratamente le notizie per aiutare questi poveretti. All’improvviso siete diventati caritatevoli, accoglienti, fate a gara a chi offre i migliori servizi agli immigrati che arrivano sui barconi. Voi, come la massoneria che ha programmato questa invasione, siete diventati docili e permissivi. Voi dite di sì e i numerosi albergatori, tra cui tante coop. rosse e anche molti preti, si sono messi in moto".


"La cosa che mi fa più schifo è il fatto che, in nome della Carità, questi albergatori lottano tra loro per avere i minori, per i quali si incassano 80,00 euro al giorno, mentre, per i maggiorenni, ci sono “solo” 35,00 euro al giorno". "Perché", chiede provocatoriamente il sacerdote, "per i cinesi, per gli albanesi, per i rumeni e altre etnie non si è organizzato nulla? Perché gli italiani possono dormire in mezzo alla strada e per gli africani subito si mobilita Prefettura e tutto il carrozzone anche ecclesiale? Perché i poveri italiani devono rovistare nei cassonetti per mangiare e gli immigrati gettano il cibo non conforme al loro credo religioso o gusti? Perché pretendono i telefonini ultima generazione o il wi-fi? Se sono poveri che scappano dalla fame, come fanno a conoscerli? A chi devono telefonare e con quali soldi? Dobbiamo parlare anche dei soldi che consumano nelle slot machine?"


E ancora: "Perché se un italiano insulta un carabiniere, giustamente, va in prigione e questi possono assalire le Forze dell’Ordine, e rimangono spesso impuniti ed arroganti ancora in Italia? Perché tutti quelli che arrivano sono giovani, ben piazzati, palestrati e pieni di pretese, niente affatto gracili o denutriti? Perché tutte queste persone diventano nostri fratelli solo quando salgono sui gommoni, mentre prima sono esseri umani che ignorate? Certamente perché si incomincia a guadagnare solo dopo che arrivano in Italia e non prima.


"Poveretti questi sinistroidi, credono di poter tenere il controllo delle menti e delle idee". Ma, conclude il sacerdote, "le loro invettive non hanno alcun effetto su di me. Loro, per me, sono come le mosche che mi passano davanti e non ci faccio caso...".

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