Don Piacentini: ora i centri sociali e l’ultrasinistra ne disturbano pure la Messa

“Siamo tutti sulla stessa barca”? Certo, ma cominciamo dagli italiani...

Il parroco di Sora Don Donato Piacentini, durante l'omelia per i festeggiamenti in onore di San Rocco (16 agosto), ha ricordato parole di verità (e di buon senso) sull’attuale fenomeno dell’immigrazione di massa. Fra l’altro criticando quelli che “vanno a soccorrere persone che hanno telefonini o catenine e catene al collo e che dicono di venire dalle persecuzioni”. Il coraggioso sacerdote è stato sconfessato dal suo vescovo che ha definito "discutibili scelte personali" le sue affermazioni

Giuseppe Brienza
“Siamo tutti sulla stessa barca”? Certo, ma cominciando dagli italiani...

Siamo tutti sulla stessa barca”. Questo lo striscione srotolato ieri a Sora (Frosinone), durante la Messa domenicale celebrata da Don Donato Piacentini, da una sparuta ma rumorosa minoranza di esponenti dei centri sociali e dell’ultrasinistra. La colpa del parroco? Quella di aver fatto venerdì scorso, durante l'omelia per i festeggiamenti in onore di San Rocco, indiretto riferimento ai migranti della Open Arms scagliandosi contro quelli che “vanno a soccorrere persone che hanno telefonini o catenine e catene al collo e che dicono di venire dalle persecuzioni. Ma quali persecuzioni? Guardiamoci intorno, guardiamo la nostra città, la nostra patria. Guardiamo le persone accanto, che hanno bisogno e quante ne ho conosco io, sono tante, tantissime, una marea che si vergognano del loro stato di vita”.

I contestatori capitanati dall’associazione Aspagorà, radunatisi ieri mattina intorno alle 11:30 davanti a una delle chiese nelle quali don Piacentini svolge il suo ministero (la parrocchia di S. Giovanna Antida), non hanno riscosso comunque lo sperato successo. Anzitutto perché grazie al pronto dispiegamento delle forze dell’ordine, lo svolgimento del piccolo sit-in si è avuto senza alcun pericolo per l'ordine pubblico. In secondo luogo perché i manifestanti non hanno ricevuto nessuna solidarietà da parte degli oltre cento fedeli intervenuti per la Messa che, anzi, hanno accolto l’arrivo del parroco con applausi scroscianti e saluti al grido di “Don Donato vescovo!”.

Il parroco è però stato sconfessato dal vescovo locale, che ha definito le sue affermazioni “discutibili scelte personali". La sua contestata omelia di venerdì, però, divenuta virale sui social, sta risvegliando la coscienza politica di molti, credenti e non. Sta aprendo ulteriormente gli occhi sulle urgenze del fenomeno-migrazione che, sicuramente è un fenomeno complesso e delicato, ma che non deve mancare di interpellare, socialmente e politicamente, sul tipo di “accoglienza” che stiamo offrendo come comunità ecclesiale e nazionale. Non è un caso che, al sondaggio che in questi giorni ha lanciato la testata locale Sora 24.it, alla domanda “Sei d'accordo con Don Donato Piacentini?”, hanno risposto finora oltre 8mila persone, il 70 per cento delle quali dichiarandosi d'accordo con le affermazioni del sacerdote.

Durante i mesi caldi (nel senso dell’attacco alla famiglia) del Governo Renzi, Don Donato si era già segnalato per le sue affermazioni chiare e decise, poi risultate persino “profetiche” perché hanno anticipato l'approvazione della legge Cirinnà. Appelli e dichiarazione, le sue, ad esempio come questa: “la famiglia è quella da cui tutti noi proveniamo, quella formata da una mamma e un papà. Non genitore 1 e genitore 2! Tutti noi siamo nati da un uomo e una donna, da una madre e da un padre!”.

Dinanzi ad un pensiero limpido come quello esposto da Don Piacentini durante l’omelia di San Rocco, naturalmente, si può aderire o meno. Di fronte però alle contestazioni urlanti, alla disinformazione ed alle calunnie che stanno fioccando contro di lui, crediamo che nessuno possa permettersi di rimanere inerte o indifferente. Del resto come testimoniano i suoi parrocchiani, siamo dinanzi a un pastore serio e dedito alla vita della comunità.

Nel suo Magistero Papa Francesco ha invocato tante volte la necessità di una “parreṡìa” da parte dei cristiani, soprattutto dei pastori. Dal greco, questo termine significa “libertà di parola” e, quindi, schiettezza, autenticità, franchezza (nel significato letterale è: "libertà di dire tutto"). Avendoci solo da rimettere il 16 agosto Don Donato ha predicato sicuramente con parreṡìa. E, dopo quello che ha detto, un cenno di solidarietà e di corretta informazione nei suoi confronti pensiamo siano per lo meno doverosi.

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