Poco meno di 6000 persone hanno sfilato alla “marcia contro il terrore"

Marciando, impauriti, contro il terrore

Un risultato inferiore rispetto ai 15.000 partecipanti attesi dalle Forze dell'Ordine. Due gruppi, partiti uno dalla “Gare du Nord”, l'altro con punto di ritrovo davanti a Saint Jean-Baptiste a Molenbeek

Alex Bazzaro
Gessetti colorati a commemorare le vittime dell'attentato di Bruxelles

Foto ANSA

All’urlo di “Daesh (altro acronimo per nominare lo Stato Islamico dell’Isis) fatti da parte, Bruxelles non è tua”, i manifestanti, perlopiù giovani, hanno sfilato lungo le strade della città con in cima al corteo la bandiera simbolo della solidarietà mondiale "#tousensemble contre la haine et la terreur", in francese, ma anche in fiammingo

Alla testa della manifestazione, erano invece presenti i famigliari delle vittime, che sono stati poi ricevuti dal Premier Belga Charles Michel, e i rappresentanti delle diverse comunità religiose.
Per i parenti delle persone uccise è stato il momento per ricordare i cari scoparsi dopo che le autorità avevano annullato, per ragioni di sicurezza, una medesima iniziativa inizialmente prevista per il 27 di marzo, a pochi giorni dalla tragedia.

Seppur innegabile il valore simbolico del corteo, vieni da chiedersi il reale senso di tutto questo. Annullare, per paura, una marcia contro il terrore, non è solamente un ossimoro politico ma anche la conferma, semmai ve ne fosse stato ancora bisogno, dell’incapacità della società civile e della cosiddetta “intellighenzia” di rapportarsi davvero con i “tagliagole” responsabili degli attentati in Europa.

Marce della pace, gessetti colorati, inviti al dialogo, messe in guardia contro le generalizzazioni religiose, non fermeranno l’odio cieco e fanatico che ha mosso e muove gli attentatori che, negli ultimi mesi, hanno sconvolto le città del vecchio Continente.

I governi europei agiranno davvero contro l’Isis? E gli stessi benpensanti, così assidui frequentatori delle piazze del giorno dopo, li appoggeranno o, per evitare di essere tacciati come guerrafondai, si gireranno dall’altra parte?
Se qualcuno ti dichiara guerra, è davvero pensabile porgere fiori?
Siamo pronti a combattere Daesh o una marcia (della pace) ci seppellirà?

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