PARLA IL NIPOTE DELLA FALLACI

"Gli attentati dell'11 settembre? Per mia zia furono peggio di uno stupro"

"Era presente nella mia vita sin da quando ero bambino: ricordo i suoi tremendi scoppi d’ira e quando ripartiva per un’altra guerra, per un altro Paese"

Alfredo Lissoni
Fallaci:

Edoardo Perazzi, nipote di Oriana Fallaci e curatore del suo archivio

Aveva già previsto, in tempi non sospetti, l'infiltrazione islamica. Ce lo conferma il nipote in quest'intervista esclusiva

Che ricorda ha di Oriana? 

Il ricordo è costante e vivissimo; mi occupo del suo lascito testamentario, dei suoi archivi, delle sue carte, di conseguenza sono con Oriana tutto il giorno. È presente nella mia vita sin da quando ero bambino; ricordo i suoi tremendi scoppi d’ira e quando ripartiva per un’altra guerra, per un altro Paese.

 

Aveva pronosticato l’invasione islamica…

Ricordo un episodio, di quando ancora andavo al liceo; mi stavo recando ad una manifestazione contro i russi che avevano abbattuto un jumbo coreano; lei mi disse: ‘Ma che di preoccupi? Il problema non sono i russi, sono gli islamici; sono loro la quinta colonna, sono già tra noi’. Era il 1982. Io mi chiesi di che cosa stesse parlando, ed invece aveva già capito tutto. D’altra parte era una grande esperta di Medio Oriente. Era stata nei campi palestinesi, aveva intervistato in grandi leader politici. Parlava a ragione e con grande cognizione di causa.


E poi c’era il femminismo…

Oriana si è occupata di Islam e della condizione femminile sin dal 1960. Nel 1958 aveva intervistato Soraya, la sposa dello scià di Persia; già allora erano emerse alcune considerazioni molto importanti, poi riprese nel libro Il Sesso inutile,  uscito nel 1961 e frutto di un’inchiesta per  L’europeo, condotta soprattutto nei Paesi musulmani. In quel testo ci sono elementi ancora validi adesso. E lei l’aveva puntualizzato già sessant’anni fa.


Oriana, che risiedeva a New York, come visse l'11 settembre?

Come uno stupro.

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