Sostituzione etnica

Invasione, le navi delle Ong fanno ormai servizio traghetto fra la Libia e l'Italia

Accuse incrociate tra le organizzazioni e l'agenzia Frontex, che si contendono la gestione del traffico di clandestini: ne sono già arrivati 35mila da inizio 2017

Redazione
Invasione, le navi delle Ong fanno ormai servizio traghetto fra la Libia e l'Italia

Foto ANSA

L'organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha confermato martedì che sono stati 8.360 i clandestini traghettati in Italia dalla Libia durante il fine settimana di Pasqua. La nave "Sea eye" di Regensburg ne ha caricati 202, superando la propria capienza massima, così come l'imbarcazione privata "Iuventa" dell'associazione "Gioventù della salvezza". Dall'inizio del 2017 sono almeno 35.000 gli immigrati che sono stati scaricati nei porti italiani, mentre nel 2016 i nuovi villeggianti a spese dei contribuenti erano stati circa 180mila. Il direttore generale dell'Oim, William Swing, ha affermato a Ginevra che l'Europa dovrebbe favorire la creazione di ulteriori canali d'ingresso, facilitando così l'operazione di sostituzione etnica, facendo appello al rispetto della dignità e dei diritti.

Associazioni private e l'agenzia europea Frontex nel frattempo si accusano reciprocamente di mettere in pericolo di vita degli esseri umani che trasportano, agevolando i trafficanti attraverso operazioni di carico che avvengono direttamente sulle coste libiche, o a pochissimi chilometri da esse. Il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, aveva denunciato settimane fa che i contrabbandieri approfittano delle imbarcazioni delle Ong sempre pronte, per ricavare il massimo profitto possibile, a prendere a bordo i clandestini: queste organizzazioni sarebbero addirittura in contatto telefonico diretto con i trafficanti per coordinare quelli che vengono poi spacciati come "salvataggi". Ong come "Moas" o "Sea Watch", invece, contestano la scarsità delle risorse per le operazioni di salvataggio messe a disposizioni dall'Ue.

Le organizzazioni private, come ha denunciato mercoledì il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, hanno assunto un ruolo da protagoniste nell'invasione senza precedenti in atto, effettuando ormai un regolare servizio di traghettamento attraverso il Mediterraneo: circa un terzo degli sbarchi in Italia vengono infatti gestiti dalle navi delle Ong, che possono vantare su una flotta di 13 imbarcazioni finanziate da privati che sul business ci guadagnano e, al contrario delle unità di Frontex e della Guardia costiera italiana, non svolgono alcuna attività di dissuasione dei contrabbandieri. Nella caccia ai trafficanti di esseri umani sono coinvolte anche le Forze Armate tedesche, nell'ambito della missione Sophia, della quale fanno parte 25 Paesi. L'Ue contribuisce all'operazione con soli 12 milioni di euro l'anno.

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