IN SICILIA LEGA CONTRO GLI SBARCHI

Candiani:"Vogliono far ripartire business immigrazione". Cantarella: "Immigrati a spasso"

Intanto la prefettura di Trapani, su richiesta del ministero, cerca alberghi da adibire a luoghi in cui far trascorrere la quarantena agli immigrati ...

Redazione
Candiani:"Vogliono far ripartire business immigrazione". Cantarella:"immigrati a spasso"

Gli esponenti siciliani della Lega contestano la politica del governo nazionale e del ministero dell’Interno, che in piena emergenza coronavirus, sta consentendo a centinaia di immigrati di sbarcare sulle coste siciliane e con interrogazioni presentate nei parlamenti nazionale ed europeo, chiede di fermare immediatamente gli sbarchi e scongiurare che persone positive al coronavirus – come avvenuto per l'egiziano trovato positivo a Pozzallo – possano entrare in Sicilia, mettendo a repentaglio la salute pubblica.

Per bocca del segretario regionale Stefano Candiani, senatore e già sottosegretario all’Interno con Salvini ministro, il Carroccio contesta il tentativo del governo Conte di far ripartire il business dell’immigrazione, come sta avvenendo in queste ore: “L’avere ospitato oltre settanta immigrati nella struttura di Villa Sikania a Siculiana, in provincia di Agrigento, e l’avviso pubblicato dalla prefettura di Trapani, con il quale, per ottemperare alle richieste del Ministero dell’Interno, si cercano alberghi da adibire luoghi in cui far trascorrere la quarantena per gli immigrati, sono solo gli ultimi segnali che vanno in questa direzione. Riempire gli alberghi di immigrati non può diventare l’alternativa alla presenza dei turisti, ma occorre incentivare, per il periodo estivo, la presenza di turisti nelle località siciliane”.

Le due europarlamentari della Lega Annalisa Tardino e Francesca Donato, intanto, hanno presentato alla Commissione europea un’interrogazione su quanto sta accadendo in Sicilia, sottolineando come in un momento così grave, in cui si chiedono sacrifici agli italiani e il rispetto di rigide regole per contenere il contagio da coronavirus, non si possa consentire lo sbarco a centinaia di persone provenienti dall’Africa: “Quanto sta accadendo in questi giorni sulle coste siciliane non può essere sottovalutato. Negli ultimi giorni abbiamo assistito a numerosi sbarchi di immigrati clandestini – affermano le eurodeputate – nonostante l’Italia non sia porto sicuro a causa dell’emergenza sanitaria, distribuiti tra hotspot stracolmi e alcune strutture private, riaperte per l’occasione. Luoghi in cui non sarà possibile garantire la sicurezza dei cittadini. A ciò si aggiungono le proteste da parte dei sindaci e dei cittadini di Lampedusa, Siculiana, Pozzallo, Ragusa, Porto Empedocle e Portopalo e di gran parte della popolazione isolana”.

Proprio con riferimento agli sbarchi a Pozzallo è intervenuto anche il parlamentare nazionale Nino Minardo che ha spiegato come non si possa mettere a rischio la salute, vanificando gli sforzi dei Siciliani che, responsabilmente, osservano i dettami dovuti all’emergenza: “la Sicilia può essere la prima regione a venire fuori da questo incubo e la provincia di Ragusa è la più virtuosa in Italia come numero di contagi. Tutto rischia di essere vanificato per una politica ‘buonista’, inadatta al periodo e lesiva dei Siciliani e della gente iblea. A rischio ci sono gli operatori sanitari che salvano vite umane a costo anche della loro vita, ci sono le forze di polizia costrette a condividere con i migranti, sbarchi, spostamenti e trasferimenti”.

In merito al trasferimento a Villa Sikania, a Siculiana, di oltre settanta immigrati (ripresi nelle scorse ore mentre indisturbati giocavano a calcio, violando le norme sul distanziamento sanitario), il deputato nazionale Alessandro Pagano ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno per chiedere spiegazioni e soprattutto per esigere che vengano bloccati gli sbarchi in Sicilia: “Cosa ha deciso il governo Conte? – si chiede il deputato – Vuole forse trasformare la Sicilia nel centro di accoglienza d’Europa? E’ vergognoso che neanche durante l’emergenza non si blocchi l’arrivo di immigrati. È grave constatare come il sindaco di Siculiana non sia stato avvertito su quanto sarebbe accaduto e che si sia ritrovato il centro riaperto senza il minimo preavviso”. “È ormai consolidata l’opinione che il ‘contagio di ritorno’ arriverà da sud, in particolare dall’Africa. Da Pozzallo a Lampedusa, da Siculiana a Ragusa, fino a Porto Empedocle, amministratori di tutti i colori, compresi 5S e PD e comitati cittadini denunciano preoccupati una situazione che sta precipitando e contestano tali incoerenti strategie che vedono gli italiani ossequiosi chiusi in casa e gli immigrati giungere indisturbati nei territori italiani e specificatamente in quelli dell’Italia del sud”.

Proteste anche dal commissario provinciale della Lega di Agrigento Massimiliano Rosselli: “Giuseppe Conte e il Ministro dell’Interno Lamorgese, mentre limitano di fatto la libera circolazione dei cittadini italiani ed ogni forma di assembramento, di fatto comprimendo il potere economico di un intero Paese, ore hanno consentito lo sbarco e l’immediata collocazione di immigrati, alcuni a rischio Covid-19 presso la struttura di “Villa Sikania” a Siculiana precedentemente chiusa dallo scorso autunno per carenza dei requisiti imposti dai decreti legge sul numero di immigrati che poteva ospitare. Così viene vanificata la linea dura presa, l’opera di contrasto posta in essere dalle Forze di Polizia Locali con serrati controlli e il sacrificio della comunità, intesa a scongiurare problemi sanitari”.

Sul tema immigrati nelle scorse ore è intervenuto con una nota anche l’assessore alla Sicurezza del Comune di Catania, Fabio Cantarella, che della Lega è responsabile enti locali in Sicilia“Abbiamo notato in città troppi immigrati tranquillamente a spasso, in giro senza neanche mascherina e altri dispositivi di protezione. Una situazione ingestibile, dovuta all’immigrazione non regolamentata che i governi di sinistra hanno favorito negli anni passati e che adesso, con l’emergenza Covid in atto, pone un grave problema sanitario e di sicurezza. Problema che Matteo Salvini e la Lega denunciano da anni”.

Preoccupazione viene espressa dal commissario provinciale di Caltanissetta Oscar Aiello alla notizia che una cinquantina di immigrati possano arrivare nel capoluogo Nisseno. “La priorità dell’Italia – sottolinea – non è riaprire i centri di accoglienza, ma le PMI e le industrie. Occorre ripartire dalle aziende, dal commercio e non dall’immigrazione. Invito pertanto il Sindaco di Caltanissetta a verificare se il Governo nazionale ha deciso a sua insaputa di riaprire nel Capoluogo nisseno ulteriori centri di accoglienza e di constatare se al centro di Pian del Lago sono arrivati di recente ulteriori immigrati”.

Emergenza anche a Palermo dove la nave Alan Kurdi continua a stazionare al largo della costa di Termini Imerese: “Appare chiaro – spiega il commissario provinciale della Lega di Palermo, Antonio Triolo – che chi ha scelto di dirigere l’imbarcazione verso la Sicilia, nonostante la consapevolezza che i porti italiani sono dichiarati “non sicuri” a causa della pandemia, sta perseguendo una scelta politica fidando anche sui proclami continui ed assurdi del Sindaco Orlando in tema di accoglienza e non il bene dei migranti che porta a bordo. Non vorremo che, viste le previsioni meteo che annunciano maltempo, si stia pensando ad una nuova “operazione Carola”, un ingresso in porto forzando i divieti a causa di forza maggiore pur di continuare a perseguire le velleità politiche e le scelte geopolitiche di chi gestisce ed organizza queste ong”.

Intanto, il commissario provinciale della Lega di Siracusa, Leandro Impelluso, denuncia come diversi immigrati sbarcati nei giorni scorsi a Portopalo di Capo Passero e trasferiti a Siracusa, “non stiano rispettando la quarantena e siano stati visti in giro per la città”. E da pochissimo è stato riaperto il Cie – Centro di identificazione ed espulsione – di contrada Milo a Trapani: “Trovo del tutto esagerato – osserva il commissario provinciale della Lega di Trapani, Bartolo Giglio – che a causa dell’arrivo di sei immigrati le autorità abbiano deciso di riaprire il Cie di contrada Milo, anche perché la struttura era stata chiusa a suo tempo per problematiche varie, che non sono state certo risolte”.

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