quando l'islam condannava la morte rituale

I kamikaze secondo il Corano

Compiono attentati, uccidono in nome di Allah convinti di conquistarsi un posto in paradiso tra fiumi di latte e miele e vergini compiacenti. Ma il libro sacro dell'Islam sui suicidi è categorico: "Andranno all'inferno"

Redazione
I kamikaze secondo il Corano

L’immolazione del kamikaze è stata condannata in passato da molti intellettuali islamici moderati, come il giornalista Magdi Allam (poi convertitosi al cristianesimo) e la dottoressa Wafa Sultàn. Pensare che il kamikaze che si imbottisce di tritolo e si fa esplodere in mezzo a gente pacifica sia un uomo reso “disperato” dalla povertà, dalla disoccupazione o dalla crisi economica, è parimenti sbagliato. Da un’analisi condotta dal funzionario pakistano Nasra Hassan, e pubblicata sul New Yorker, emerge che la maggioranza dei kamikaze di Allah vengono dalla classe media.


Contrariamente allo stereotipo del disperato che ha sempre vissuto di stenti in un campo profughi, lo studio di Hassan mostra come molti dei candidati al suicidio appartengono alla buona borghesia palestinese, e alcuni all’élite economica di Gaza. La “disperazione” dei militanti di Hamas sarebbe dunque culturale e politica. La logica del suicidio che ispira le azioni del gruppo fondamentalista deriva da un’influenza dello sciismo, che nell’ambito islamico propugna da sempre la mistica del martirio, esercitata sul mondo sunnita. L’ideologia del martirio è il tratto culturale comune a tutta la galassia internazionale del terrorismo religioso. Il grande fascino del sacrificio non si deve solo al fatto che implica un’uccisione, ma perché propagandato come nobilitante.


L’aspetto controverso è che in realtà l’Islam condanna tale pratica. “E chiunque uccida un credente intenzionalmente, la sua ricompensa sarà l’Inferno in cui rimarrà in perpetuo e la collera e la maledizione di Allah saranno su di lui e gli sarà preparato un atroce castigo” (sura an-Nisa, 93); “In verità, chiunque (intenzionalmente) uccida se stesso, in seguito sarà certamente punito nel Fuoco dell’Inferno, dove dimorerà per sempre.” (Bukhari 5778 e Muslim 109/110).


Il suicidio è un atto “haram”, tra i peggiori che un credente islamico possa commettere, dicono i moderati, perchè “Allah è Colui che dà la vita e Colui che la toglie” (non a caso i terroristi curdi piuttosto che i kamikaze di Saddam Hussein venivano pagati; pochi dollari ai primi, sino a 50.000 ai secondi; il denaro ovviamente andava alle famiglie che, in Irak, si affrancavano dalla povertà).

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