Vergogna a cinque stelle

Roma, Marra si vantava della Raggi: "Faccio ciò che voglio, tanto lei mi copre"

Dagli atti dell'inchiesta emerge l'immagine di una prima cittadina incapace e inesperta, totalmente in balia del capo segreteria Romeo e dello stesso Marra

Redazione
Roma, Marra si vantava della Raggi: "Faccio ciò che voglio, tanto lei mi copre"

Beppe Grillo e Virginia Raggi. Foto ANSA

Sono sempre più inquietanti le verità che vengono a galla in merito alla gestione grillina del Campidoglio, dopo l'arresto del braccio destro del sindaco Virginia Raggi. Come riporta domenica il Corriere della Sera, Marra si vantava pubblicamente dell'influenza che aveva sulla prima cittadina, la quale avrebbe convocato le riunioni esclusivamente quando lui poteva essere presente: "Io sono l'unico che capisce di pubblica amministrazione. Sono quasi due anni che mi occupo del Movimento 5 Stelle. E infatti se parlo io viene giù tutto" sarebbe una delle frasi riferite ai magistrati da uno dei testimoni sentiti, il capo dell'avvocatura capitolina Rodolfo Murra.

Sia gli atti del processo che le testimonianze smentirebbero completamente la tesi sostenuta dalla Raggi, secondo la quale Marra era solo "uno dei 23 mila dipendenti del Comune". Murra aveva tra l'altro sottolineato "l'illegittimità della nomina a capo segreteria di Salvatore Romeo" e nell'interrogatorio avrebbe confermato che il sindaco gli chiese espressamente di non mettere per iscritto il proprio parere contrario. Dalle sue testimonianze emergerebbe l'immagine di una Raggi completamente in balia delle decisioni di Romeo e Marra, il quale gli avrebbe anche detto esplicitamente di poter fare "tutto ciò che voglio, tanto lei mi copre".

Insomma, un quadro piuttosto avvilente che dipinge il sindaco pentastellato come un vero e proprio burattino nelle mani dei due, che approfittando dell'incompetenza e dell'inesperienza della Raggi le avrebbero fatto fare tutto ciò che loro volevano. Dalle intercettazioni delle telefonate intercorse tra Marra e l'altro arrestato, il costruttore edile Sergio Scarpellini, oltre che dal quadro accusatorio, emergerebbero inoltre anche probabili responsabilità da parte di alcuni membri dell'attuale giunta, che sarebbero stati i referenti per riavviare delle "procedure di fatto sospese". Probabili quindi a breve ulteriori sviluppi della vicenda.

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