La scuola che muore

"Tu scendi dalle stelle" vietata perché troppo cristiana. Meglio qualche canzone africana

Sono due gli istituti di Rimini dove i bambini non potranno cantare la calorosa e tradizionale canzone natalizia. Le scuole, in sostituzione, hanno introdotto dei canti africani

Fabio Montoli
"Tu scendi dalle stelle" vietata perché troppo cristiana. Meglio qualche canzone africana

Foto da internet

"Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo, e vieni in una grotta al freddo e al gelo...". E quest'anno, il freddo e il gelo, in due scuole di Rimini, ci saranno sul serio.

Le note e i versi della bella canzone che, tutti noi, tra lacrimoni e qualche stonatura, abbiamo cantato fin da piccini, per la gioia di mamme, papà e nonni, quest'anno saranno sostituite da dei bei cori africani.

Addio tradizioni cristiane e amate feste natalizie. È questa la decisione presa da una scuola primaria di Rimini e di una della Provincia. E non siamo difronte ad una richiesta di qualche imam o di qualche fan dell'integrazione. No, la scelta di eliminare il canto cristiano per uno africano è arrivata all'interno di un progetto sulla fratellanza dei popoli, mirato all'integrazione di tutte le culture. E si tratta di una decisione presa, e già messa in atto. 

Le proteste dei genitori dei due istituti che, ovviamente, non sono tardate ad arrivare, non sono servite molto. Anzi, niente. Sabrina Saccomanni dell'Associazione Evita Peron spiega, dalle pagine di AltaRimini.it, come questa scelta rappresenti un attacco alle radici cristiane del Natale, ricordando come il 25 dicembre sia la festa per la nascita di Gesù. "Il canto - come spiega la responsabile dell'associazione - è stato messo al bando perché potrebbe urtare la sensibilità di bambini e genitori che appartengono a un'altra religione. Ragionando in questo modo - prosegue la Saccomanni - fanno perdere ai nostri figli i nostri valori e le nostre tradizioni, come ad esempio il presepe".

I primi a commettere l'errore di discriminare sono proprio i dirigenti e i professori delle due scuole e, il progetto intrapreso dalle stesse, trasmette una lezione assolutamente sbagliata. Eliminando i canti cristiani, infatti, si cancellano quelle che sono le radici e la cultura di un popolo. Così facendo il progetto viene invalidato: con la disintegrazione delle tradizione non può esserci integrazione ma solo prevaricazione.

Ma allora, cosa canteranno i bambini nelle tradizionali recite natalizie? Non lo sappiamo, ma la domanda che sorge spontanea è se, eventualmente, non si poteva far cantare entrambe le melodie. Sembra che la risposta sia stata categorica. Ed è proprio qui, che sorge l'indignazione di tutti.

Di una cosa, però, noi siamo certi: oltre alle tradizioni, questo Natale, perderà anche un po' di magia; quella delle emozioni di quei genitori e di quei nonni che, con gli occhi lucidi, e un nodo alla gola, ammirano i loro bambini intonare quelle canzoni che hanno riempito di gioia i Natali della loro infanzia.

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