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Polonia aggredita dalla UE! Ennesima “rivolta colorata”

Attenzione! Non fatevi ingannare dalle notizie sul “Parlamento polacco bloccato” e dalle foto con quattro manifestanti esagitati con le bandiere della UE. Perché...

Max Ferrari
Polonia aggredita dalla UE! Ennesima “rivolta colorata”

Tutto quello che i giornali italiani scrivono su una presunta “rivolta polacca in favore della democrazia” è un clamoroso falso! Al contrario, quella in atto è la ribellione delle élites che hanno perso le elezioni e che, come in America contro Trump o in Gran Bretagna contro la Brexit, cercano di ribaltare il voto popolare con una “rivoluzione colorata” pilotata dall'estero. Ma veniamo ai fatti: il governo polacco (una destra sociale monocolore formata dal partito Diritto e Giustizia, PiS, guidato da Jarosław Kaczyński ) dopo aver stravinto le elezioni sta mantenendo le promesse elettorali e questo ai cosiddetti “liberali” non sta bene. Loro avevano pronosticato che la destra “populista” avrebbe fatto fallire il Paese e invece la Polonia, grazie a coraggiose e non facili politiche, conosce ordine sociale, immigrazione bassissima, zero islamizzazione, risalita della nascite e abbassamento dell'età pensionabile (così i nonni possono badare ai nipoti). Inaccettabile per chi voleva una oligarchia “liberale” al comando e un 10% di furbacchioni padroni del 90% delle risorse nazionali.

Ecco da dove nascono, col sostegno della sinistra UE, le accuse alla Polonia “destrorsa e xenofoba” e i ridicoli processi inscenati a Bruxelles per giudicare “lo stato della democrazia in Polonia”. L'ultimo atto della sceneggiata al parlamento europeo si è tenuto pochi giorni fa in un'aula semivuota e si è risolto in uno smacco per la sinistra europea: un deputato polacco si è infatti alzato e ha detto:”Io mi guardo intorno e vedo della gente assassinata per le strade, vedo terroristi che sparano ai passanti, donne violentate, camion lanciati contro la folla. Succede in Polonia? No, succede in Francia, Svezia, Germania...”

Zittiti da interventi come questo e da un eccezionale discorso patriottico-sovranista-antiélitario pronunciato a Strasburgo dal presidente polacco Andrzej Duda, le élites globaliste hanno ritenuto necessario alzare il livello dello scontro e innescare i disordini per le strade come appena fatto negli USA e prima in tanti paesi dell'est Europa.

In nome della libertà di stampa (molto più libera e pluralista di quella italiana) e della libertà di manifestazione gruppi di “liberali” ed ex comunisti (al massimo 5.000) sono scesi per le strade e hanno bloccato le entrate del parlamento subito ripresi e appoggiati dalla stampa estera. Peccato che la legge “liberticida” contro cui protestano sia una legge di puro buonsenso che prevede che per evitare scontri (provocati dalla sinistra) le contromanifestazioni si possano fare in luoghi diversi da quelli dove è in corso una manifestazione. Tradotto: puoi manifestare, ma non puoi andare a tirare i petardi contro le manifestazioni altrui. Questa è la democrazia al massimo livello, ma la stampa italiana la chiama oppressione così come viene criticata una legge polacca tesa ad abbassare le pensioni degli spioni comunisti allo stesso livello di quelli della gente comune da loro rovinata con le delazioni. Giustizia pura!

Per capire cosa stia succedendo basti una immagine: tutti i telegiornali hanno trasmesso il video di un ragazzo steso a terra in mezzo ai fumogeni dicendo che era stato massacrato dalla polizia polacca serva del “regime di destra”. La verità però la mostra un'altra telecamera nascosta: un complice del ragazzo lancia un fumogeno, il ragazzo approfitta del fumo, si sdraia con calma e poi si agita come se fosse ferito. A quel punto arrivano delle femministe e dei “giornalisti” che fotografano e lanciano la falsa notizia che fa il giro del mondo. Un film già visto. Tutto chiaro no?

Dà fastidio questa Polonia che non si arrende alle follie della UE e ha una Chiesa non bergogliana. Dà fastidio l'arcivescovo di Cracovia, braccio destro di Giovanni Paolo II, che parla di difesa della Patria e della Tradizione, dà fastidio la strettissima alleanza con l'Ungheria di Viktor Orban, anch'egli sotto continuo attacco UE, che pochi giorni fa è stato a Cracovia e di fronte alla premier Beata Maria Szydło e a Jarosław Kaczyński ha parlato di un eccezionale “Rinascimento dell'Europa Centrale” ricordando il suo grande mentore polacco, il professor Waclaw Felczak. Dà fastidio questa Polonia e molti la vorrebbero morta, ma questa per i polacchi non è una novità e ancora una volta ne usciranno più forti di prima.

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