SCHEGGE DVRACRVXIANE

Non cascate dal pero, i radicali sono sempre stati mondialisti

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Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico.

Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic.

Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali.

Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

Non cascate dal pero, i radicali sono sempre stati mondialisti

Anzitutto si sono sempre chiamati “compagni” fra loro e con tutti i vari tovarish falcemartellati; segno inequivocabile d’una medesima matrice ideologica e di medesime finalità programmatiche. Ma questo sarebbe il meno: poiché se è vero che lo stalinismo di area sovietica non ha mai rinunciato ai differenzialismi nazionalistici, prendendo le distanze dall’internazionalismo di stampo gramsciano, al contrario, i Radicali sono sempre rimasti lo zoccolo duro di ogni credo cosmopolitista e immigrazionista.


Quindi, come si fa a restare stupiti d’innanzi all'abbraccio fra Emma Bonino e George Soros, magnate della finanza internazionale e profeta della globalizzazione?! Ma non vi ricordate che i Radicali furono i primi a reinventarsi l'Esperanto (sorta di artificiale lingua universale) pur di sradicare l'identità linguistica degli Europei, principale antidoto alla globalizzazione etnica e culturale dei popoli?


Ma non vi ricordate le battaglie sul divorzio, sull'aborto, sulla droga libera, e sulle mille altre “ sfide progressiste e liberali” che, pur essendo questioni degne di lucida valutazione politica e democratica, sono state invece testardamente portate avanti dai Radicali con l’unico risultato di decimare la demografia nazionale, preparandone i numeri alla sostituzione etnica in corso?

Insomma, ci vuole tanto a capire a quale gioco essi stiano giocando nella titanica lotta all’interno dell’unica grande dicotomia ideale rimasta a contendersi il futuro dell’Italia e del mondo, dopo quelle storiche di “Bene e Male” e di “Destra e Sinistra”, di “Est e Ovest”, ovvero quella “Identità contro Mondialismo”?!


Ebbene, non cascate dal pero: poiché questo sono sempre stati i Radicali! E i “grillini” si apprestano ad esserne gli eredi 2.0., preparando l’algebra elettorale delle prossime elezioni di marzo a quel ristagno politico che in Germania ha sostanzialmente annullato la volontà popolare di chi voleva cambiare le cose. Occhio a chi voterete, dunque, poiché comincia ad essere una questione non più politica, ma di sopravvivenza.

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