spacciatori di schifezze

Abusivi del panino: a Bari in spiaggia, a Bergamo in baule

C’è un mercato illegale e parallelo della ristorazione. Esentasse, senza alcun rispetto delle norme igieniche e concorrenziale. Che in alcuni casi mostra anche un volto molto aggressivo

Redazione
Abusivi del panino: a Bari in spiaggia, a Bergamo in baule

Un furgone paninoteca. Legale, in questo caso.

Quella dei venditori abusivi di cibo sta diventando una vera e propria piaga. A Bari, il mese scorso, circa cento “illegali” del panino e della bevanda hanno reagito con una vera e propria rivolta all'intervento della polizia municipale che aveva sottoposto a controlli e a sequestro alimenti, bevande e attrezzature che erano stati collocati senza autorizzazione sul lungomare di Bari, in occasione dei festeggiamenti per il Santo Patrono San Nicola. I vigili urbani hanno sequestrato 15 frigoriferi e 4 fornaci che vengono utilizzati per arrostire la carne all'aperto, ma quando le attrezzature sono state caricate sui mezzi dell'Amiu gli abusivi hanno minacciato gli autisti salendo sugli automezzi e impadronendosi delle chiavi.

Nell'area sono confluiti, oltre alla polizia municipale, anche polizia e carabinieri. Gli ambulanti si sono allora spostati in gruppo in una zona più a sud del lungomare dove, in una piazzola, era allestito il villaggio del gusto dove vengono venduti prodotti tipici locali e hanno tentato di impedire ai commercianti autorizzati di aprire la loro attività. Che dietro a tutto ciò vi sia un racket malavitoso è evidente (del resto, è noto che persino nella Milano notturna degli anni Novanta la "mala" amasse riunirsi al banco dei "furgoni paninoteca").

Al Nord nel giro sono entrati gli immigrati, che sono stati più fantasiosi. L’hanno scorso avevano trasformato il bagagliaio delle loro auto nel bancone di un bar improvvisato, e per questo otto cittadini boliviani sono stati multati dai vigili in via Borgo Palazzo a Bergamo. La fantasiosa trovata, inutile dirlo, era tanto illegale quanto antigienica; gli otto immigrati si posizionavano nell'area del mercato ortofrutticolo, aprivano i bauli delle macchine ed iniziavano a vendere - ovviamente senza licenza - birre, bibite, panini e specialità amerinde. A segnalare il “bar” degli abusivi erano stati sia i residenti della zona che alcuni negozianti regolari, oltre ai dipendenti del mercato.

I vigili erano prontamente intervenuti sequestrando oltre 100 prodotti alimentari e 157 fra bevande e birra. Cibi e bibite erano venduti a prezzi concorrenziali; gli ambulanti potevano permetterselo, non pagando alcuna tassa né per l'occupazione di suolo pubblico né per la licenza di vendita. Fra i clienti, molti latinos ma anche qualche italiano, attirato dai prezzi stracciati.

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