chicchi di grandine come pompelmi

Disastro ambientale in Birmania: il maltempo flagella la regione

Ogni anno il clima monsonico causa ingenti danni alle persone ed alle cose. Ad aprile grandinate furiose hanno distrutto case e strutture. Colpa della desertificazione e dell’inquinamento

Redazione
Disastro ambientale in Birmania: il maltempo flagella la regione

Sono almeno 26.000 le persone colpite dalle pesanti piogge monsoniche nelle regioni di Ayeyarwady, Bago e Sagaing, in Myanamar. Registrate anche grandinate di eccezionale gravità. I chicchi erano grandi quanto pompelmi. Sono stati danneggiati numerosi edifici e delle otto vittime registrate, sei persone si trovavano nel villaggio Yay Tha Yauk nella regione centrale di Mandalay e sono morte a causa di improvvise inondazioni. Colpite dal maltempo anche Sagaing e Magway così come gli stati di Shan e Chin. Come gran parte della regione Greater Mekong, il Myanmar, ha dovuto affrontare gravi carenze di acqua a causa delle alte temperature estive. In questo scenario da apocalisse, le temperature hanno superato i 47 gradi nel centro di Myanmar e alla periferia di Yango, mettendo a rischio le colture.


L'anno scorso è andata anche peggio. Quasi un milione il numero di persone colpite dalle alluvioni, mentre il bilancio delle vittime aveva raggiunto quota 100: dodici dei 14 stati del Paese erano stati colpiti dalle piogge monsoniche cominciate a fine giugno. In alcune zone le case sono state quasi completamente sommerse dall’acqua, anche a causa delle frane e per le piene dei fiumi provocate dalle piogge torrenziali e dal ciclone Komen che hanno investito l’intero Paese. Almeno 430.000 ettari di campi di riso erano andati distrutti; numerosissime persone avevano trovato riparo nei monasteri o nelle scuole, in particolare nella zona occidentale e centrale del Paese. Lo Stato di Rakhine, dove migliaia di musulmani Rohingya vivono nei campi profughi, era la zona più colpita. Le inondazioni avevano sommerso oltre 486.000 ettari di coltivazioni e oltre 177.000 ettari erano stati spazzati via dall’acqua. Distrutte anche 3.00 scuole. L’Onu si era impegnato a dare 9 milioni di dollari in aiuti.

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